Vini di luce

La capacità del vino di suscitare sensazioni molteplici è uno degli aspetti più interessanti del mestiere di assaggiatore.

Con il passare delle bottiglie la mia grammatica descrittiva dei vini ha  mollato gli ormeggi del vocabolario del bravo degustatore per lasciarsi naufragare nel mare delle percezione attiva che attinge a un lessico più subliminale ed evocativo.
Quando qualche giorno fa, in una mattinata uggiosa e di tempo incerto, sono approdato allo Scoglietto ho assaggiato due vini che hanno spazzato via le nubi dall’orizzonte e hanno fatto tornare il sole. Per questo, in modo superficiale quanto pregnante di significato, li ho definiti vini di luce.
Il primo è il  Soave Classico 2009 Balestri Valda Vigna Sengialta. La brava Laura Rizzotto ottiene dal basalto (sengio) del cru Sengialta questa garganega in purezza, piena di energia e spinta minerale-sapida.
Il secondo è il Macon Village Marc Guillemot 2008.  Straordinario esempio di chardonnay che unisce concentrazione e tensione acida in un complesso gustativo di eccellente personalità. Pur nella loro evidente diversità questi vini esibiscono una comune e cristallina vena di espressività ed appartenenza al rispettivo luogo di origine.
Bene se il tempo continua a essere bizzoso, saprete come far tornare a splendere il sole.

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