Da uno a quattro

Diventare padre è un’emozione forte. Detto questo, la tua personalissima moltiplicazione crea un vuoto temporale inimmaginabile. Uno spazio tra quello che eri, il fuori ospedale, e quello che sarai, Luigina e, nel mio caso, Yuri e Zeno appena arrivati, al calduccio al Santa Chiara di Pisa.

Credetemi è un effetto straniante, tanto più profondo quanto temporaneo e destinato a finire, una sensazione limbica (?) di vuoto da riempire: bevendo!
Ecco le mie prime tre bottiglie…
Colline Lucchesi Tenuta di Valgiano 2002
La mia prima vendemmia a Valgiano. Mi ricordo che oltre all’uva si raccoglievano i funghi in Pizzorna (boschi sopra la tenuta ), ma la severa selezione delle uve ha ripagato ampiamente. Vino di splendida intensità con un frutto centrato e fresco. Ampio e persistente. 90/100
Barolo Monprivato Giuseppe Mascarello 1996
In accordo con Antonio, sull’ermeticità di questa annata, l’ho aperta sull’onda dell’entusiasmo. Ho fatto bene. Olfatto di estrema finezza dove sensazioni di liquirizia e menta si intrecciano a un frutto definito e maturo. Palato strepitoso che unisce potenza e agilità. Nebbiolo memorabile. 95/100
Riesling Auslese Leiwener Laurentiuslan Weingut Sankt-Urbans-Hof 1975
Impressionante longevità. Oro il colore, con profumi terziari di idrocarburi sollevati da note balsamiche e arancia candita. In bocca è caldo, avvolgente e infinito. Mi arrendo, senza voto. PS Questo vigneto non era nemmeno tra i migliori aziendali, tanto che Nic Weis, il proprietario di questa splendida azienda, lo ha ceduto ad altri produttori…

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