Soul Kitchen. L'anima della cucina


Un vecchio capannone industriale di Wilhelmsburg, quartiere di Amburgo, è stato trasformato da Zinos in uno pseudo ristorante chiamato Soul Kitchen.

Zinos è un tedesco di origine greca che insieme a una ciurma strampalata di dipendenti, parenti e avventori sbarca il lunario servendo schifezze varie a una clientela avvezza e avvizzita.
Ma il greco ha stoffa e soprattutto anima, sebbene nascosta. E così una storia d’amore problematica sarà la scintilla che permetterà a Zinos, attraverso la più classica delle quête, di ritrovare la sua vera strada in un universo tolemaico dove il centro è rappresentato dalla cucina, o meglio dall’anima della cucina
Fatih Akin (La sposa turca, Crossing the bridge, Ai confini del paradiso) è il regista di questo film presentato all’ultimo Festival di Venezia.  Una pellicola a tratti esilarante che dimostra come in Germania l’interazione tra culture sia un fatto ampiamente risolto, soprattuto a tavola. Zinos realizza se stesso solo quando concede qualcosa alla qualità e al rispetto del cibo, sia esso tedesco, turco o greco.
Non a caso la clientela si divide tra un prima, vecchi, obesi e silenziosi e un dopo, giovani, rumorosi ed entusiasti.  Musica e cibo sono il collante delle nuove generazioni scevre da pregiudizi etnici, ma dotati di gusto e apertura mentale. Una storia che lascia la voglia di viaggiare, mangiare e ballare. Da vedere ed imitare

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