Il Borough Market di Londra. A me mi piace


Ma secondo voi un posto può essere definito turistico solo perchè è frequentato anche da turisti, senza tenere conto della sua identità e della sua stessa essenza? E’ come dire che un vino è commerciale perchè piace a molti, magari anche ai non espertissimi, anche se ha carattere ed è tutt’altro che ammiccante, ruffiano o volutamenmte piacione.

Potrei continuare con una dottissima dissertazione sui concetti Kantiani di noumeno e cosa in se, ma so che almeno un paio di lauree in filofofia si nascondono dietro questo schermo e probabilmente finirebbe male.
Comunque, è la mia giornata delle domande cervellotiche e sono sicuro che sarete tutti moooolto interessati. Ma no dai, restate solo ancora un minuto. Questa riflessione mi è venuta in mente al Borough Market di Londra, uno dei motivi per cui passo 3/4 ore ogni giorno a cercare voli low cost destinazione Stansted.
Alcuni sostengono, appunto, che il mercato sia diventato un pò troppo turistico. Ora, benintesi, di turisti ce ne sono parecchi, come del resto un pò ovunque, ma ci sono anche tanti londinesi che vengono qui a fare la spesa o semplicemente a mangiare qualcosa di buono, tutto sommato economico e veloce. E poi le regole per esporre al Borough sono rigidissime e non è affatto facile avere un’assegnazione di spazio per vendere il proprio prodotto. Si può dire lo stesso di tanti altri mercati, specie in Italia, dove l’unica legge è paga e ti sarà dato?
Lo so perchè, nonostante i lauti compensi del mestiere di bevitore mi tengano al riparo da qualsivoglia, seppur lontana e remota, percarità quasi impecettibile e fuorviante problema economico (e poi il Tamigi ha svariati ponti…), sto compilando i moduli per vendere non vi dico cosa in quel mercato. E va bene che mettere insieme scartoffie non è in cima alle mie più celebri attitudini, ma vi assicuro che la cosa è piuttosto rigida e complicata.
Si devono garantire ad esempio: “traceability, authenticity, specialisation, honesty, value for money, hygiene, good environment” e un sacco di altre cose.
Comunque, io adoro passeggiare tra i banchi del Borough Market (che tra poco sarà ampliato e avrà nuovi spazi), respirare quell’atmosfera, curiosare tra i prodotti, eccellenze agroalimentari selezionate e ricercate, semplici e meno scontate, a chilometro zero (molte) o giunte da chissà dove, spesso organic, assaporare un cibo di strada originale (che tra l’altro fa riflettere sulle eccezionali misure igienico-sanitarie in voga nel nostro paese, che a me sembrano uniche al mondo) o semplicente perdermi in quella moltitudine di sguardi, colori, odori e lingue differenti.
Un luogo perfettamente al passo coi tempi e le tendenze da più di 250 anni, da quando i romani costruirono il primo ponte di londra, sugli spazi che sono ancora quelli di allora.
Turistico a chi?
Scatti dal Borough…

Un panetterie very british

Un panino con salsiccia di montagna?

Un attimo di relax, please

Lo riconoscete?

Non è vero che non mi lavo i piedi…

Ostriche per tutti. C’è una stout da qualche parte?

The Roast, ovvero la freschezza del marcato al ristorante. Basta salire le scale…

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.