Una serata Friska dal profumo di Zagara, all’ombra della Sella del Diavolo

Qualche giorno fa, approfittando di una giornata di ferie, pure troppo di questi tempi, ho pensato di andare al Poetto a farmi un bagno. Con la complicità di Ryanair, arrivo a Cagliari (partendo dalla redazione romana) in meno tempo di quanto di solito ci metto per tornare nella mia piccola residenza capitolina.

Sono le otto di sera quando arrivo e il maestrale scoraggia l’idea che mi ero fatto di un bel tuffo rigenerante. Forse con una buona birra il corpo si allieta lo stesso.

Lo stile blanche è quello che fa per me. Non c’è bisogno di scomodare gli amici belgi però. In Sardegna trovo quella giusta. Si chiama Friska ed è prodotta artigianalmente da un piccolo birrificio di Maracalagonis capitanato da Nicola Perra.

È buonissima, rinfrescante, di buon corpo, aroma e sapore. Proprio quello che ci voleva. In tema perfetto con la fresca brezzolina che mi fa mettere una maglia nonostante Agosto. Sorso dopo sorso è sempre più buona. Certo, l’atmosfera fa tanto. La spiaggia che inizia a spopolarsi, il sole che cala, la cornice della Sella del Diavolo che domina il golfo (vedi foto), i profumi mediterranei che grazie al vento sembrano percepirsi meglio.

Ci vuole un’altra birra. Amo i profumi di Zagara. Li ritrovo in tanti vini dell’isola. Prendo la birra che si chiama come il fiore d’arancio. Un altro grande prodotto di Barley. L’aromatizzazione al miele è bilanciata e contrasta le sensazioni amarognole finali piacevolissime. Corposa e dalla schiuma profumata è cremosa, avvolgente. I ricordi si susseguono e ormai il sole non c’è più. Ma le luci della città illuminano ancora la Sella del Diavolo. Si sta facendo tardi, ma la staffa è d’obbligo.

La Sella del Diavolo riuscirebbe a farmi tornare a casa soddisfatto da questa serata non troppo programmata. Voglio chiudere in bellezza. Il colore ambra e i riflessi aranciati sembrano i colori del tramonto. La schiuma è persistente e la nota di caramello non tarda ad arrivare. Ma è un susseguirsi di prugna, erbe mediche e nuance tostate. Calore e freschezza si alternano come nelle ore appena trascorse e regalano un palato ricco e di gran classe. È veramente tardi e domani l’aereo non mi aspetta. Si ritorna nella capitale. Orgogliosi delle bellezze naturali e di un grande produttore di birra isolano. Barley.

Articoli correlati

Tags: , , , , ,

Categorie: Bere, Sardegna

Se ti è piaciuto questo articolo puoi lasciare un commento o abbonarti ai feed RSS.

Commenti

Piccola residenza? Tua? Vabbè. E magari la mattina seguente ti sei fatto una BB10, al posto del cappuccino…

Antonio quando io parlo della mia piccola residenza, non parlo della vera casa dove hai dormito tu. Parlo della cantina, l’unica cosa che è veramente mia. Non di pochissimo valore considerando che è piena di BB Evò (nuovo grande prodotto di Barley a base di sapa di nasco!). Da provare insieme al Poetto ;-)

L’ho trovata ieri alla Fucina, pizzeria romana di cui posso confermare l’alta qualità delle proposte e la bontà della pizza/non pizza, dove sono andato per la prima volta.

Presa la Friska che è stata un ottimo abbinamento con la pizza che la Capa si è sbafata

continuo qui visto che soffro di incontinenza da commento e quello precedente mi è per l’appunto scappato.

Dicevo, la Friska si è dimostrata molto godibile e beverina, con i suoi 5° diverte senza richiedere particolari interpretazioni. Ha beneficiato anche di una temperatura di servizio (7/8°) che probabilmente fa storcere il naso ai puristi (’ci loro) e a chi la produce ma che secondo me accentua quella sensazione di piacevolezza che cerco in questo genere di prodotti.

Se avessi un ristorante potrei addirittura pensare di metterla in carta.

Fabio, ma allora che aspettiamo ad aprire un ristorante insieme? A Cagliari, ovviamente…

Lascia un commento