Un regalo normale

Domani mio figlio parte per la settimana bianca. Una settimana sulle piste = 7 giorni sulla neve. Lontano da me. Per motivi di lavoro, non posso accompagnarlo, quindi andrà con mio cognato e i suoi cugini. Sarà divertente per lui, ma devo ammettere che sono molto preoccupata e ansiosa.
E stasera, mentre faccio la sua valigia, mi viene un nodo in gola. I brividi. La pelle d’oca.
No, non per i motivi che pensate. Non per il lungo viaggio in macchina. Mio cognato è bravo e segue le regole della strada. Non per la sua inesperienza sulle piste: ci sono i maestri della scuola di sci. La mia grande paura è per quando entrerà nei negozi per comprare un ‘pensierino per mamma’. Quando andrà a scegliere qualcosa per farmi vedere quanto mi vuole bene… Devo spiegarvi che da quando ho un interesse per il mondo dell’enogastronomia, qualsiasi regalo da qualsiasi viaggio è, di solito, chiuso in una bottiglia.
Non è colpa sua. E non mi sto certo lamentando. Apprezzo molto la sua ‘buona volontà’. Sono sicura che quando entra nei negozi e vede tutte quelle bottiglie pensa ‘Questa è diversa… la prendo per mamma’. Sarebbe bello se mi prendesse qualche metodo classico da Ferrari o Balter. O una bella bottiglia di Muller-Thurgau, Gewurtztraminer o forse una Nosiola che non ho mai provato. Qualcosa da Elena Walch o Hofstatter.
Invece i suoi occhi andranno verso le mensole con le bottiglie un po’ più insolite. Quelle con quei bei colori. I colori della fragola, dei frutti di bosco… Per esempio, un paio di anni fa mi ha regalato un barattolo di kiwi. Kiwi con la grappa.
Mi piace il kiwi. É buono sulla crostata. Dentro una macedonia durante l’estate sul bordo della piscina. O da solo, sbucciato e poi tagliato. Mi piace la grappa. É buona dopo un bel pranzo in montagna, dopo una mattinata sulle piste. Un pranzo nello ski lodge dove, insieme con gli amici, si è mangiato un piatto di polenta, magari con un pezzo di wurstel.
Ma scusate. Non insieme. Not together. Non per me. Sì, il barattolo è bello da guardare. Bello da vedere.
Sì, è molto diverso. Ma da due anni… 24 mesi, questo bellissimo barattolo verde vivace non è mai stato aperto. E rimane lì. Lì su una mensola molto molto alta nella mia cucina. Al fianco del una bottiglia di grappa con il cumino. Vicino due bottiglie di liquore di fragoline di bosco. Di fronte una bottiglia di ‘qualcosa’ con la mela annurca.
Quindi, mentre metto il casco, gli occhiali, e le felpe di pile di diversi colori nel borsone. Mentre aggiungo la tuta da sci, il giaccone e i guanti, recito una piccola preghiera sottovoce. Una preghiera per il lungo viaggio. Una preghiera per il tempo, e per il suo maestro di sci. Ma sopratutto, prego per un regalo un po’ meno colorato, un po’ meno diverso, un po’ meno kiwi…
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Tags: grappa, kiwi, montagna, regali, regalo, settimana bianca
Categorie: Dire, In primo piano, Viaggiare
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Commenti
povero bambino… tanta originalità banalizzata da una mamma senza cuore
in ogni caso non sono sicuro di un effetto tanto sgradevole, se ne avanza uno… tenetemi presente
io conservo gelosamente questo tipo di regali, capita spesso che amici indifferenti al vino o parenti lontani si presentino con la bottiglia esotica (se tutto va bene bulgara…) piuttosto che con dell’ottimo frisello o con un chianti impagliato.
le conservo tutte gelosamente, è la mia piccola galleria degli orrori - è un po come il “ricordati che devi morire” di troisiana memoria (Massimo, non Raffaele, che però vestirebbe bene i panni del savonarola…) - così me le tengo segnate…
bello, pico…forse per questo non ho aperto ancora questa baratola…proposito…è tornato il mio figlio. mi ha regolato un bel’abbraccio, un bacio, un “ho sentito la tua mancanza”, e 1/2 kilo di speck. ![]()




Io una forchettata in quel barattolo la darei volentieri per vedere l’effetto che fa.