Walter Pilini
Andar per mieli
Ho imparato da grande ad apprezzare il miele, prima evitato almeno sui dolci per paura di impiastricciarmi i baffi. Più tardi ho appreso sul campo il significato dell’espressione: (buono) “da leccarsi i baffi”, proprio con il dolce prodotto delle api.
Non seguendo tendenze modaiole, ne ho fatto un parco uso in abbinamenti con formaggi stagionati, ma [...]
La piadinizzazione della torta al testo
La torta sul testo è un piatto povero della tradizione perugina (e non solo). I nomi variano in aree diverse della regione: crescia (attenzione a questo illuminante termine, ci torneremo sotto) sul panaro/panèo dalle parti di Gubbio, ciaccia a Città di Castello.
Si tratta di una semplice focaccia fatta con farina, acqua, sale ed un pizzico [...]
Gli strufoli. Quel grasso grasso dolce di carnevale
Voglio fare qualche riflessione sugli strufoli, caratteristici dolci carnevaleschi perugini (insieme alle frappe), con fratelli e cugini un pò ovunque.
Da qualche anno, se li andate a chiedere al forno, in pasticceria o al bar, vi sentite sempre più spesso rispondere: “fritti o al forno?”. E sì, perché in nome della demonizzazione delle fritture si è [...]
Può un pecorino dirsi socialdemocratico?
L’ultima scorribanda gastronomica ci ha portati a salire le pendici del Peglia per trovare, a San Vito in Monte e Pornello (Comune di san Venanzo, Terni) un pastore sardo facitore di pecorini tradizionali.
Già il prezzo contenuto avrebbe dovuto metterci sull’avviso della non eccelsa qualità del prodotto, ma l’entusiasmo e il calcolo chilometrico (Fematre è più [...]
Appunti per una teoria isostatica del salmì
Il salmì, recita il vocabolario, è un intingolo preparato con pezzi di selvaggina - almeno all’origine - macerati in vino e poi cotti in un sugo aromatico.
Ma, prima di addentrarmi in questioni di alta e raffinatissima accademia culinaria, un’occhiata all’etimologia. Palese è la radice latina - sal; il termine però ci arriva dal francese ed [...]



