Sul bordo (e sul bordeaux) /\/\/\ di interferenze mentali /\/\/\


Mi sollevo seduto sul letto e spengo il cellulare che mi ha dato la precisa sveglia. Guardo alla mia destra e vedo Paolo ancora attanagliato dalle braccia del sonno.

In un altro letto, non iniziate a fare strani pensieri. Letti separati! Completamente! Chiaro? Neanche questa notte l’ho fatto dormire. Ho il raffreddore, mica è colpa mia se russo.

Mi siedo sul bordo /\/\/\ mito, riva destra, pietre, merletti, dollari, oro, Garonna, Atlantico, argilla, Cabernet Franc, cuvèes, Parker /\/\/\ del letto, i quattro giorni di viaggio, bevute, passeggiate, scalate, chiacchiere e mangiate si iniziano a far sentire. Che fatica divertirsi! Mi scrollo il viso e mi avvio sotto la doccia.

Imbocchiamo la strada che da Serralunga porta a Verduno. Mattina freddissima. I vetri sono appannati dal calore sprigionato dal riscaldamento della macchina. Uso le mie dita come tergicristalli del vetro alla mia destra. Foglie giallastre di nebbiolo appena vendemmiato, i boschi sono spariti e con loro anche: i tartufi bianchi, i maiali e i cani da tartufi e i tartufai. Un genocidio. Sul bordo /\/\/\ Chateau, 1855, Londra, Médoc, premier, classé, Pauillac, artisans /\/\/\ della strada sono sopravvissute poche piante di nocciole, quella gentile. Altra specialità Langarola. Piante potate tonde come i cespugli che segnano il bordo /\/\/\ Cabernet Sauvignon, riva sinistra, finezza, Pomerol, Olandesi, Jean-Pier Moueix, aste, 1982 /\/\/\ dei giardini all’italiana nelle corti dei castelli di tutta Europa.

Superate le colline, con un pizzico di nostalgia, (quanto ho bevuto e mangiato bene in questi giorni!!!) si spiana la terra e dopo una intrecciosa ricerca, con e senza navigatore, arriviamo in un posticino nel quale, ci assicurano, si mangia un gran bene. “Buongiorno†volto la testa verso sinistra e su di un tavolino bordato /\/\/\ Premiers crus, Merlot, Saint-Julien, Entre deux Mers, Gironda, sabbia, ricchezza, Terroir, Rolland /\/\/\ con un merletto bianco, vedo una bottiglia familiare, Sassicaia 88. Vuota. Io mi siedo al tavolo e non mi arrivano solo porzioni di cibo di ottima fattura ma anche nove bicchieri di vino. Una bollicina e otto stelle (citazione da linciaggio).

Adesso capisco tutto! Il mio cervello mi voleva avvertire che non andavamo in quel posto per bere nebbioli, come potrebbe sembrare dal paesaggio descritto fino ad ora. E’ di scena la mitica annata ‘82 di Bordeaux. Con la mente confusa di nozioni lette in libri, riviste e guide. Con la speranza di riuscire oggi a mettere un pochino di ordine in quelle nozioni, comincio a bere e a mangiare.


Arrivano nell’ordine (le note del cibo le lascio a Paolo, tanto di vino non ne capisce poi così tanto):

Dom Perignon 1982: naso maturo, frutta esotica, caffè, biscotto. Bocca cremosa ma con un deficit di acidità tenuto conto della materia che dovrebbe sostenere. 86/100

Paolo De Cristofaro: piaciuto molto di più, naso da manuale dello Champagne invecchiato, bocca con tanta roba da godere ma per me senza eccessi di pesantezza.

Chateau Trotanoy: bel naso, sempre profondo, ben in tensione olfattiva e pieno di energia, con un frutto vivo e piccoli cenni di catrame a renderlo più elegante. Regge bene anche alla distanza senza crollare. 90/100

Paolo De Cristofaro: meno male che nessuno ha raccolto la mia scommessa. Avrei puntato le mattonelle del bagno su un grande classico di riva sinistra, invece… Bellissima salinità, petrolioso, finale tutto cuoio. D’accordo sul punteggio.

Le Forts de Latour: Il secondo vino di Latour. Nel bicchiere ha avuto un andamento molto variabile. Inizialmente sporco passa ad un bel frutto fresco e cenni di mineralità, per poi tornare a richiudersi e aprirsi in fine su spezie dolci, per chiudere su un bel tabacco. Traballante. 87/100

Paolo De Cristofaro: più verde e con un tannino che morde di più, meno nelle mie corde.

Chateau Gruaud Larose: Dal Libro “Vino†di Dominè: “Negli anni ottanta del secolo scorso la sua qualità dei vini era leggendariaâ€. Parker lo considera un fuoriclasse. Di leggenda non ne vedo molta.  Un vino cremoso e molto ordinato ma il naso non ha la sfaccettatura aromatica che mi piacerebbe vedere nelle leggende e la bocca non è poi così lunga. Non mi convince  soprattutto per la poca vita che ha avuto nel bicchiere. Il frutto c’è, il tabacco anche. Nessuno spunto veramente apprezzabile. 88/100

Paolo De Cristofaro: generalmente è uno dei miei preferiti e anche nella recente presentazione dell’annata 2007 a Roma è stato uno dei miei assaggi top. E’ sempre un Bordeaux molto sottile, delicato, che si esprime in finezza e anche l’82 va in questa direzione. Rispetto ad altri capisco che può sembrare un po’ troppo essenziale, “leggerinoâ€, ma a me mi piace.

Chateau Leoville Las Cases: Dal libro “Vino†di Dominè: “Lèoville Las Cases avrebbe meritato di essere incluso nei premiers crus. Considerato il Latour di Saint-Julien. Le annate leggendarie 1982 e 1985 impiegano decenni per esibire appieno le loro splendide caratteristicheâ€. Noi abbiamo sia aspettato i decenni che rispettato l’ordine gerarchico delle annate leggendarie ma resta un vino da 88/100.

Paolo De Cristofaro: d’accordo, bottiglia senza infamia e senza lode.

Chateau Cheval Blanc: Il vino di confine tra Pomerol e Saint-Emilion traborda di eleganza e finezza. Naso marino, iodato, frutto vivissimo con una bella nota floreale e pieno di energia. Bocca, come pure l’altro Cheval da me bevuto, precisamente l’89, senza nessuna interruzione. Preciso fino alla noia. Tannini meravigliosi. Finalmente un po’ di leggenda. 95/100

Paolo De Cristofaro: vale i soldi che vi chiederanno se ne cercate qualche bottiglia. Sensuale e sessuale, velluto puro.

Chateau Margaux: Bottiglia non a posto. Porca puttana!. SV

Paolo De Cristofaro: ma no, quei profumi di cavallo putrefatto e di scarpa macerata nel torrente Fenestrelle sono a tutti gli effetti segni di tipicità. Bip! Bip! Bip! Bip! Bip!

Chateau Latour: Questa mi era stata descritta da un conoscente Casertano come il mito di Bordeaux. Anche questa volta gli devo dare ragione. Vino fantastico. Naso rilassato, come quei figuri di tanti anni fa che con lo sguardo ti dicevano “Io so io e voi non siete un cazzoâ€, che con calma si apre e si fa apprezzare in tutta la sua ampiezza. Bel frutto rosso e bella speziatura. Si intravede una mineralità salina, radici e fungo. Un pizzico di tabacco. In bocca ha grande energia e precisione ma non vince la partita con Cheval per una prepotenza finale. Rassicurante 94/100.

Paolo De Cristofaro: speriamo che il conoscente casertano non parli a Lello dell’annata ’61, immagino che abbia ancora bisogno di una casa… Questo ’82 è giovane, giovane ma soprattutto giovane, si apre al naso giovane e mette in mostra uno sviluppo gustativo giovane. Spaventosa integrità, saturante al palato, nell’inutile gioco dei punteggi che d’ora in poi bisogna assolutamente evitare per non essere out dal nuovo pensiero unico della controriforma del degustatore (pseudo) etico, per me prende un punto in più di Cheval ma non scatta la scintilla emozionale come col Cavallo Bianco.

Chateau Mouton Rotschild: Impatto di grande forza. Carnoso, scuro profondo. il profilo olfattivo è variegato vola tra frutta rossa e tabacco, con bocca cazzuta e bellissimo finale. Non elegante ma potentissimo. 91/100.

Paolo De Cristofaro: l’86 è un’altra cosa ma massimo rispetto per quello che generalmente mi piace meno dei premier cru e, spesso, anche dei duexième. Aggiungo un profilo aromatico piuttosto borgognone con note resinose e un’imprevedibile timbro di anguria che ci fa sobbalzare. Che ci volete fare, noi sfigati ci divertiamo così..

Rimango con i gomiti appoggiati sul tavolo a fissare le bottiglie vuote e mi faccio incantare dal colore della tovaglia posta sotto di loro. Rossa, ma di quel rosso che sfocia nel granato. Ma non granato…ecco! Bordò /\/\/\ ………………………………/\/\/\

Paolo De Cristofaro: elettroshock e lobotomizzazioni sono pratiche che non dovrebbero più appartenere al nostro sistema sanitario. Ma un emendamento in finanziaria non lo escluderei, a questo punto.

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Categorie: Bere, Francia

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Commenti

chissà se castro, hu jintao o ahmaninejad sono in grado di far oscurare siti anche in italia

posso dire che ho una grande invidia? i francesi sono la mia nota dolente, non ho avuto molte occasioni per degustarne gratis, e dati i prezzi che hanno difficilmente potrò mai diventare un conoscitore. amen

Poche sorprese o sbaglio?

Pare che Paolo non riesca a trovare un Margaux buono…

@ Roberto: come darti torto? e dato che Maria Teresa potrebbe essere in ascolto, te lo dico in privato quanto abbiamo speso… :-)

Antò caccia la bottiglia di latour!

vai a fare del bene…

ps: su Gruaud Larose sono in forte disaccordo con l’estensore, mi ritrovo invece stranamente nel giudizio di De Cristofaro… :D

@ Pico e Paolo
se vi trovate disaccordo con l’estensore sulla descrizione di Gruaud Larose non vuol dire che è stato l’estensore a sbagliare. Anzi!

l’unica che ti concedo è che abbiamo sbagliato tutti e tre ed ha ragione Parker che gli ha dato, al riassaggio, 98/100…

ma tu comunque hai sbagliato più di tutti… :D

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