Soul Kitchen. L’anima della cucina

Un vecchio capannone industriale di Wilhelmsburg, quartiere di Amburgo, è stato trasformato da Zinos in uno pseudo ristorante chiamato Soul Kitchen.

Zinos è un tedesco di origine greca che insieme a una ciurma strampalata di dipendenti, parenti e avventori sbarca il lunario servendo schifezze varie a una clientela avvezza e avvizzita.

Ma il greco ha stoffa e soprattutto anima, sebbene nascosta. E così una storia d’amore problematica sarà la scintilla che permetterà a Zinos, attraverso la più classica delle quête, di ritrovare la sua vera strada in un universo tolemaico dove il centro è rappresentato dalla cucina, o meglio dall’anima della cucina

Fatih Akin (La sposa turca, Crossing the bridge, Ai confini del paradiso) è il regista di questo film presentato all’ultimo Festival di Venezia.  Una pellicola a tratti esilarante che dimostra come in Germania l’interazione tra culture sia un fatto ampiamente risolto, soprattuto a tavola. Zinos realizza se stesso solo quando concede qualcosa alla qualità e al rispetto del cibo, sia esso tedesco, turco o greco.

Non a caso la clientela si divide tra un prima, vecchi, obesi e silenziosi e un dopo, giovani, rumorosi ed entusiasti.  Musica e cibo sono il collante delle nuove generazioni scevre da pregiudizi etnici, ma dotati di gusto e apertura mentale. Una storia che lascia la voglia di viaggiare, mangiare e ballare. Da vedere ed imitare

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Commenti

Bello! Una delle commedie dell’anno, non c’è dubbio.
Sai che però mi forse avrei voluto più cucina? E più ingredienti.

Ecco, mi aspettavo un film più “cucinato”, ecco. ;)

In effetti ho avuto la stessa reazione. Poi però ho pensato che è il vizio di noi cibovinodipendenti spasimare per una overdose di gastronomia, anche laddove la cucina sia solamente uno dei molteplici ingranaggi del meccanismo rappresentato. Rimango però dell’opinione che nel film il ristorante e il cibo siano il valore più comunitario e unificante. Grazie del commento e ciao

L’ho visto qualche giorno fa e credo sia divertente, ironico, a tratti perfino tenero!
La cucina fatta di cibi e ingredienti da manipolare, dal mio punto di vista, non è il cuore tematico del film che rintraccio piuttosto in un senso più ampio di cucina come mezzo per realizzare se stessi, per dare un senso alla propria vita, e come strumento di aggregazione (come scrive Fabio) insieme alla musica…
Fateci caso: la colonna sonora è adorabile, ben studiata, con influenze etniche significative che la rendono frizzante e attualissima :)) (sul sito del film si possono ascoltare alcuni brani).
Ciaooo

Va bene, va bene… mi avete convinto. Stasera vado!

Il film è molto carino, l’ho visto in un’anteprima organizzata dal cinema zenith pg e l’Officina pg, ed è stata bella l’idea di abbinare alla proiezione una cena successiva greca/turca….che, purtroppo, non è stata all’altezza del film………

Davvero? Peccato.. sarà che cucinava Zinos ;))

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