Se anche Mc Donald’s fa quello buono, pulito e giusto

Ci sono Jeans che costano centinaia di euro e non ce ne stupiamo più. Ci sono i voli low cost sui quali salgono a frotte signore con borse da mercato del lusso.

Convive tutto con il contrario di tutto e i nostri percorsi sono cambiati. Le vecchie e rassicuranti categorie sono insufficienti. A guardare il mondo con una certa apertura mentale si capisce che tanti dei vecchi codici sono saltati e che il linguaggio è diventato versatile, capace addirittura di ribaltare le situazioni in pochissimo tempo.

Sembrano dei corto circuiti, forse lavorano collegando stereotipi (anche barcollanti) che sono già lì belli e pronti. Una sorta di parassitismo della comunicazione. Sono rimasto senza parole davanti ad uno stand di Mc Donald’s al Cius Tour di Parma che sembrava la bottega di un artigiano “buono, pulito e giusto”.

Che bravi, ho pensato. Sembrano un’altra cosa. E tutti quei prodotti DOP appesi in fila mi sono sembrati tanti piccoli cavalli di troia. Era una comunicazione già fatta e loro ne hanno approfittato. Svelti ed efficaci, qualche sigla e sembrano un’altra cosa.

Siamo indifesi a volte, non c’è che dire. Davvero indifesi. E un po’ creduloni, dai ammettiamolo. Sono andato a casa pensando che ci può aiutare solo un rapporto diretto con chi produce il cibo. Non è che dobbiamo cambiare il mondo, ma pensare sempre che quel rapporto è prezioso.

Articoli correlati

Tags: , , , , ,

Categorie: Dire, In primo piano

Se ti è piaciuto questo articolo puoi lasciare un commento o abbonarti ai feed RSS.

Commenti

Mc Donald’s è la punta dell’iceberg, credo. Quanti ristoratori o produttori di vino usano parole d’ordine preconfezionate e pronte all’uso. Quanti “il vino si fa in vigna”, la “barrique non deve coprire il vino”, senti la “mineralità“… Dal piccolo artigiano all’industria, sembrano tutti la stessa cosa. Con poche e valorose eccezioni, per fortuna

L’ho ho pagata per non farla prostituire. Tutto fa comunicazione, come dire?

ma che abbiamo la telepatia?
9:02

Caro Giorgio, la questione, mi sembra, non è che sono cambiati i paradigmi (che a ben guardare, gratta, gratta, non sono cambiati poi tanto, da quando a metà ‘800 c’è stata l’irruzione nel mondo del mercato mondiale e delle leggi del capitalismo), sono diventati semplicemente evidenti, macroscopicamente evidenti e cominciano a scontrarsi almeno con il sano e, per fortuna ancora attivo, buon senso delle persone, meglio, dello stesso generre umano (la coscienza politica ancora è troppo assueffatta ma pian pian ache questa giungerà ad una reazione). Uno scontro che è in realtà un modo d’esistenza della contraddizione generata costantemente da quella “bella” invenzione umana (e quindi destinata a finire, credo e spero) che si chiama modo di produzione capitalistico o mercato mondiale, capace, per sua essenza intima, di sussumere (cioè di costringere alla sua legge suprema: la valorizzazione) tutto e il suo contrario, come se fosse un’enorme “balena bianca” (l’immagine vuole proprio far riferimento alla capacità della Dc italiana di comprendere dentro di sé tutto e il suo contrario, tanto per capirci, spero, un po’ meglio con una immagine presente a tutti).

pallini sei un militante vero! Vorrei aggiungere un pensiero: di Mc Donalds sappiamo tutti che cos’è, ma vogliamo parlare delle trattorie, più che numerose, che servono le stesse patate della mccain come “artigianali” (anche nel prezzo). Questo lo trovo anche più preoccupante… purtroppo i ristoranti sono sotto pressione sui costi (pensate solo ai costi di gas e smaltimento rifiuti, per non parlaqre degli adempimenti amministrativi) e la tendenza è fare economia comprando dei semilavorati.

la mia vita di teenager negli Stati Uniti, McDonald’s, o Mickey Ds come ci piace chiamarlo, sarà sempre un posto per high fat greasy fast food … punto ebbasta … un posto dove andare dopo il liceo … per incontrare gli amici .. per guadagnare denaro extra,… è difficile pensare Mickey Ds come qualsiasi altra cosa …

E’ propiro vero che, Guccinianamente parlando, “l’America è grandiosa ed è potente, è tutto e niente è il bene e il male…”

mercato e ideologia, due punti di vista che non vanno bene insieme.
se parti dal mercato tutto è merce: anche la dignità dell’individuo (dignità che si esplica attraverso la salute, la nutrizione, l’istruzione, il diritto al lavoro, ecc.), per cui nell’ingranaggio del mercato la patata di qualità esiste in funzione della domanda, e basta.
ma se parti dal capo opposto, ideologico, e poni l’individuo al centro della tua indagine, vedi come molte cose che il mercato gli impone sono ingiuste, perché non tengono in considerazione l’individuo stesso, lo maltrattano, lo considerano solo in funzione della sua capacità di spesa. ma l’individuo è altro. molto altro dal mercato. forse ha in piccola parte bisogno del mercato, più che altro come struttura, come logica, come regola di spartizione delle merci, ma giammai come principio, come ideologia.
il mcdonald è ideologicamente una filosofia politica: tutto uguale, tutta filiera, pancia piena per tutti che se lo possono permettere. fuori i disperati (non tutti hanno 10 dollari da spendere al giorno per il cibo), fuori il futuro (il pianeta, le specie viventi, la natura sono cose in prestito), fuori la democrazia, dentro il populismo: chi ha successo compra spazi pubblicitari e impone stategia comunicativa, e vince e comanda e cambia regole a suo piacimento.
l’uomo occidentale, insomma, sta fottendosi con le sue stesse mani, non più rivolte a pugno verso l’altro con in faccia il futuro, ma rivolte a pugnetta verso il basso con in faccia il culo di belen.

antonio…”Guccinianamente” ???

….”sono totalmente in parte d’accordo con tutti voi”….avrebbe potuto dire qualcuno…
In questo caso credo di poter dire la mia dopo quasi 20 anni di onorata carriera in seno alla multinazionale per eccellenza. e di eccellenza credo si possa parlare, se si “restringe” il campo alla ristorazione veloce o hamburger restaurant per la precisione. ammetto che, come scrive antonio, mcd abbia utilizzato, in pieno stile mordi e fuggi, quelle che sono espressioni, visive e/o verbali, che rimandano a delle sensazioni…come dire ‘rubate’…altrui. ma questo poi è quello che effettivamente offre il marchio…quei prodotti li utilizzano sul serio. un solo appunto, e credo di non dire niente di segreto: mcdonald’s fa business non politica, e nel suo campo credo il business lo conosca molto bene, e a mio avviso lo fa altrettanto bene

@Sciutto Pj
la catena in questione per me fa politica, nel momento in cui per perseguire i suoi scopi (de)forma coscienze.
lasciando stare tre cose: che il processo mcdonaldiano sia egualitario verso il gusto (un Buono vale per tutti ), meritocratico sindacalmente (come può essere Giusta una multinazionale) , onestà sul piano commerciale (il Pulito come valore assoluto).
per me son tutte minchiate nel momento in cui guardiamo il contesto, la scala su cui opera.
l’educazione alla diversità è educazione alla civiltà.

Lascia un commento