Nascono i Vignaioli del Soave

“Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”. Chissà se la popolare massima del Presidente Mao vale anche per i Consorzi del vino di casa nostra, alle prese con inquietudini assortite, dalla perdita della funzione di tutela, passata ad enti terzi, alle casse che si svuotano, fino a diatribe intestine che portano a dolorose separazioni, cambi di strategia, abbandoni, ritorni, distinguo e via dicendo.

Chiaro che più numeroso è il gruppo più le cose tendono a ingarbugliarsi. A volte in maniera radicale.

A Soave, per dire, c’è stata una vera e propria emorragia di cantine che hanno deciso di prendere un’altra strada: abbandonare il Consorzio per fondare i “Vignaioli del Soave”, associandosi alla Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti, con l’intento dichiarato di “ridare dignità al vino Soave attraverso un’operazione di trasparenza e informazione”.

Ne fanno parte nomi di riferimento della denominazione: oltre al Presidente (no, stavolta non è Mao) Pieropan, ci sono le cantine Prà (con il titolare Graziano vice-Presidente), Inama, Cà Rugate, I Stefanini, Nardello, Tamellini, Strele, Grimani, Tessari, Dama del Rovere e Villa Mattielli.

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Commenti

dire che c’è una crisi delle doc è un eufemismo… Elisabetta Foradori ed Elena Pantaleoni de La Stoppa che escono dalle doc è una notizia che fa riflettere. Per riflettere ancora di più un episodio capitato di recente in Romagna: il Mantignano Vecchie Vigne 2007 del Il Pratello, straordinario sangiovese 100%, bocciato dalla commissione della doc, una vergogna.

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