L’Andouillette è crisi “interiore”

Cramant e Beaune distano circa tre ore di macchina. Troppe, noiose e fredde per non pensare ad una piccola deviazione dalle parti di Troyes: città dell’Aube, nella Champagne meridionale, e soprattutto patria dell’Andouillette, una sorta di salsiccia di trippa e interiora dalla fama meritatissima.

A dirla tutta una deliziosa zozzeria dall’odore nauseabondo, per alcuni, ed eccitante per altri. Inutile dire a quale schiera apparteniamo noi.

Comunque, dopo aver incrociato una quindicina di guide. chiesto indicazioni ad altrettanti (ignari) passanti, consultato il televoto e usato la carta della telefonata a casa, la scelta sul luogo dove consumare la nostra Andouillette è caduta sul Bistrot DuPont (tel. 0325809099); un localino delizioso a Pont Ste Marie, una manciata di minuti e felicità da Troyes.

Il menu pranzo a 19 euro è già una garanzia, con un sacco di specialità della zona, ma noi ci siamo ovviamente fiondati sulla suddetta salsiccia. Non una qualunque, ovvio, ma la mitica Andouillette AAAAA, quella garantita dall’Associazione Amicale Amatori dell’Andouillette Autentica, fatta interamente a mano e di qualità superiore.

Aggiungiamo solo che, all’uscita dal ristorante, ci è persino sembrato di vedere un timido sole…

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Categorie: Francia, In primo piano, Mangiare

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Commenti

Siccome non penso siate andati avanti ad acqua, diteci che c’avete abbinato con ’st ‘anduglietta…

Toccherebbe piazzacce riba ridanesca su una cosa così pulp !

roba non riba e rodanesca non ridanesca … la maestra è morta prima di spiegare la o purtroppo. Preghiamo.

Al ristorante in questione (a pranzo) abbinamento di fortuna con lo sfuso della casa… Ieri sera a Beaune ci abbiamo messo sopra lo Chambertin ‘97 di Rousseau. Lotta serrata…

2007!

L’ho finalmente rimangiata anch’io, venerdi a pranzo. Divina creazione; creazione - meglio - di un Dio piuttosto decontratto. Mi duole pormi in aperto contrasto con amici e fratelli che stimo, ma il vino per la sacra andouillette va a mio parere scelto tra uno Chablis in acciaio e un Sancerre dei piu’ puri, cazzuti, speziati, marini. E meglio il secondo del primo: roba tipo il Mont Damnes di Pascal Cotat o quello iodatissimo di Gerard Boulay, il Coinches di Pierre Prieur.

Armando carissimo, arrivo da una bottiglia (ormai vuota) di Les Culs de Beaujeu. Anche il cugino di Pascal Cotat non lo vedrei malissimo sul piatto dei nostri…

Armando: In effetti avevamo cominciato con uno Chablis, anche se non come dici tu (Raveneau - Montée Tonnerre 08). Il fatto è che è finito prima che la salsiccia arrivasse, dunque ci abbiamo bevuto il vino che avevamo pensato per la pièce du boucher…

PS: comunque un Mont Damnes di Cotat me lo sono portato a casa, vedremo

Il Montée de Tonnerre era 2007, tra parentesi uno di quei casi in cui la “caraffatura” dovrebbe essere istituita per legge…

[...] non senza uno doverosa sosta dalle parti di Troyes per celebrare le golose nefandezze dell‘andouillette, o direttamente da sud, fino alla sosta consolatoria dell’eno-pellegrino, dalle parti [...]

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