L’acqua di tutti

Il mio è solo un pensierino che affoga in un pensierone, però vorrei lo stesso marcare, ancora una volta, la mia posizione sulla questione dell’acqua.

Un diritto di tutti, per come la vedo io, un bene comune che non puo’ in nessun modo subire le capricciose e spesso ingiuste regole del mercato, almeno al pari dell’aria che respiriamo.

Ecco perché mi accodo (a breve anche fisicamente) alle tante manifestazioni di oggi promosse dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua. In un anno quasi 1 milione e mezzo di cittadini hanno sottoscritto i quesiti referendari per sottrarre alla privatizzazione la gestione del servizio idrico ed eliminare da essa la logica del profitto. Inutile sottolineare la portata della cosa e l’importanza di arrivare fino in fondo in questa battaglia. Per l’acqua e per molti altri beni pubblici, che devono rimanere di tutti e sotto il controllo esclusivo di nessuno.

E visto che ci sono e che mi ronza in testa, ecco una domandina facile facile per molti amici ristoratori. Perché non usare l’acqua pubblica, magari naturizzata, cercando di limitare al minimo l’uso delle bottiglie che spesso viaggiano per centinaia di chilometri (con risultati facilmente immaginabili), anche se sono della griffe X o organizzano il concorso per il miglior chef Y?

Trovo di cattivo gusto sbandierare la propria sensibilità ambientalista col fagiolo o la cipolla a chilometro zero, e poi servire senza problemi un’acqua che arriva da chissà dove… Un minimo di coerenza, oltre che di buon senso, aiuterebbe tutti a non cadere in evidenti contraddizioni, oltre che a rendere più credibile il proprio messaggio.

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Commenti

la questione dell’acqua lega a se’ alcune cosucce:
-innanzi tutto la giornata referendaria si è addensata di stranezze come il dipietrismo ed il nucleare;
-la volontà di andare a elezioni anticipate nasce in realtà per scongiurare questo referendum (che sancirebbe, ovviamente, la non-privatizzazione) da parte delle lobby dell’acqua privata;
-la mancata informazione attraverso gli organi nazionali delle esperienze tragiche delle acque privatizzate (triplicazione di bollette; aumento delle perdite di rete; mancata manutenzione dei filtri di depurazione con conseguente immissione in rete di metalli pesanti quali cromo, arsenico, fluoruri, ecc.);
staremo a vedere.
strano a dirsi, pur se l’italia è un paese di zombie, questa dell’acqua è una partita davvero di respiro europeo, di civiltà.

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