La tazza delle meraviglie

Molto spesso i clienti del mio negozio vengono a comprare un tè e mi dicono “ma quanta caffeina contiene?”. E subito dopo si correggono dicendo “scusi ho sbagliato, si chiama teina giusto?”.

Quindi parliamo della caffeina e della teina: la seconda è comunque un alcaloide presente in quantitĂ  maggiore nel germoglio rispetto alle foglie, responsabile delle azioni farmacologiche di questa bevanda, che si esplicano sul sistema nervoso centrale, sulla respirazione e sui vasi sanguigni con azione vasodilatatrice. In realtĂ  non è sbagliato dire che nel tè è contenuta la caffeina, che infatti fa parte del complesso chimico chiamato, appunto, teina. Nel caffè legata all’acido clorogenico.

La combinazione della caffeina contenuta nel caffè ha un’azione stimolante sul cuore e sulla circolazione, quella contenuta nel tè agisce stimolando e non eccitando il sistema nervoso centrale e senza avere effetti sul battito cardiaco, come nel caso del caffè, viene assorbita piĂą lentamente e si determina pertanto un’azione piĂą prolungata. In altre parole: se una tazzina di caffè ha un’azione di stimolo molto rapida ed
immediata, ma che si esaurisce in un tempo relativamente breve, una tazza di tè determina un aumento dell’attenzione piĂą lento e progressivo, una stabilizzazione della capacitĂ  di attenzione piĂą lunga nel tempo ed una diminuzione dell’attenzione di durata piĂą o meno pari.

Questo è uno dei motivi per cui, se una tazzina di caffè presa alle otto di sera non crea problemi di insonnia quasi a nessuno, una tazza di tè sorbita alla medesima ora può dare l’effetto veglia a distanza anche di tre o quattro ore. In diversi libri e siti internet si parla solamente di un modo per bere tè e non assimilare teina, e cioè utilizzare prodotti deteinanti oppure decaffeinanti, che spesso sono frutto di procedimenti chimici che comunque possono alterare il gusto e il profumo del prodotto (il solvente piĂą usato per questo procedimento è l’anidride carbonica in fase supercritica).

In realtĂ  la teina è altamente idrosolubile ed è uno dei primissimi, se non il primo, dei componenti del tè che si liberano al contatto con l’acqua calda. Approssimativamente l’80% del contenuto di teina di una dose di tè si solubilizza nei primi 30 secondi di infusione.

Sacrificando una piccola parte dell’aroma possiamo gustare un tè, praticamente deteinato naturalmente gettando via, dopo i primi trenta secondi, l’acqua in cui abbiamo posto il nostro tè in infusione; a questo punto reinfondiamo nuovamente il tè in acqua calda per il tempo necessario – ricordiamoci che 30 secondi sono giĂ  passati – e il gioco è fatto.

Il caffè può avere, data la sua notoria componente acida, un effetto aggressivo sullo stomaco; il tè, ed in modo particolare il tè verde e bianco, essendo bevande basiche, hanno addirittura un’azione tamponante nel caso di gastriti o comunque di iper-aciditĂ  gastrica.

Il tè non aumenta gli acidi grassi nel sangue (colesterolo). Il tè verde, addirittura, è un efficace alleato in questa quotidiana battaglia contro il subdolo nemico delle nostre arterie; il caffè, al contrario, impedisce il catabolismo degli acidi grassi e causa così un aumento indiretto del colesterolo nel sangue.

Il tè e in modo particolare il tè verde svolgono una interessante funzione anti-artereoslerotica e non contengono residui della torrefazione. Il tè bianco oltretutto rafforza il sistema immunitario e stimola il metabolismo dei carboidrati infondendo energia al cervello.

Quindi anche se nel 1827 Henry Oudry individuo’ nelle foglie di te’ una sostanza analoga alla caffeina che chiamo’ teina, e nel 1837 Gerald Mulder dimostro’ che i due alcaloidi possedevano caratteristiche equiparabili, la cosa importante sia per la caffeina che per la teina sono le dosi giornaliere che ognuno di noi consuma. Occhio a non esagerare, insomma.

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Categorie: Bere, In primo piano

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Commenti

Ottimo articolo, finalmente spiegata la piccola differenza dei due alcaloidi.

molto interessante.
personalmente sono favorevole al consumo quotidiano di tè

Ammetto la mia ignoranza: non conoscevo “l’effetto veglia” di una tazza di tè presa la sera!
Per mia fortuna amo una buona tazza di tè, ma solo, per iniziare la giornata.
Cmq complimenti per l’illustrazione precisa dell’argomento

Ottimo articolo, mi piace molto il caffé, ma il té comprato in foglie nei negozi piano piano lo sta scalzando prepotentemente!

Il problema dell’effetto veglia di una tazza di tè preso la sera è un rischio che devo correre, perchĂ© l’ideale (non a caso!) sarebbe prendere il tè verso le 17, per poi essere sicuri di dormire bene, ma con i ritmi di lavoro che oggi ci sono, chi se lo può permettere?
Pertanto, siccome non rinuncerei mai e poi mai alla mia dose giornaliera di tè verde e siccome preparare il tè è UN’ARTE, lo faccio comunque tutte le sere dopo le 21, con buna pace del rischio “effetto veglia”.
Buon tè a tutti!

Da grande appassionata di tè non posso che apprezzare l’articolo! Bravi!

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