La parola d’ordine dei ristoranti in Umbria? Chiudere…

Altro che dicembre 2012, per la ristorazione umbra la catastrofe sembra già bella e avviata. E se quel che succede tra pentole e fornelli fosse lo specchio fedele di come andranno le cose nella regione dove mi trovo, beh, ecco, meglio sbrigarsi a fare fagotto e cercare fortuna da un’altra parte.
Oddio, non che in giro le cose vadano tanto meglio, la situazione e quella che è, i chiari di luna illuminano ovunque l’orizzonte. Però…
Senza tirarla troppo per le lunghe, la ristorazione umbra di un certo livello perde pezzi un giorno si e l’altro pure. E non sto qui a indagare i perché e i percome, le scelte forzate e quelle cercate, i se e i ma.
E’ la vita. Tutti noi siamo alle prese con bivi, decisioni radicali da prendere e possibili cambi di rotta, non si capisce perché un cuoco o un ristoratore dovrebbero essere immuni a cambiamenti e scossoni.
Detto questo però, salta all’occhio che negli ultimi mesi, in Umbria, abbiano chiuso o stiano per farlo alcune delle espressioni massime del settore: ristoranti che in un verso o nell’altro hanno scritto la storia recente della cucina d’autore di questa regione. E questo qualcosa vorrà pur dire.
La notizia è che dopo la serrata del Postale di Marco Bistarelli a Città di Castello, prossimo a trasferissi a Perugia per tentar fortuna nella nuova avventura al Castello di Monterone (come anticipato da Aldo Fiordelli), il prossimo 14 febbraio sarà la volta di un’altra chiusura eccellente: la Fornace di Mastro Giorgio a Gubbio, una delle mete più apprezzare della regione, baluardo di una cucina solida, classica, guidata nella stagione giusta dalla stella polare del tartufo di qualità .
Dissapori con i proprietari dell’immobile, qualche proposta professionale allettante* o semplicemente la voglia di rimodulare la propria attività hanno portato il giovane patron Giuseppe Rosati all’estrema decisione. A Gubbio rimarrà un grande vuoto, in parte colmato (ma chissà , magari anche più che in parte) da La madia di Giuseppe, una sorta di vineria che sarà rimpinguata dalla splendida selezione di bottiglie della Fornace, accompagnata da una cucina alla ricerca delle radici autentiche della città , con piatti caduti nel dimenticatoio.
Vedremo. Per il momento è solo un pezzo da novanta che scompare dallo scacchiere delle migliori tavole della regione. E non venitemi a dire che Gubbio è famosa per essere una città di matti: scompaginare il calendario e le profezie Maya è troppo anche per loro…

*Giuseppe Rosati (nella foto) in un gesto piuttosto frequente… Pare che il ragazzo abbia ricevuto un’offerta “irrinunciabile” dalla famiglia Bastianich: la direzione del ristorante Felidia, nell’East Side di Manhattan a New York City
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Tags: Castello di Monterone, Fornace di Mastro Giorgio, Giuseppe Rosati, Gradale, Il Postale, Marco Bistrelli, Ristoranti Gubbio, Ristoranti Umbria
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Commenti
Anche qui in Sicilia i ristoranti chiudono.
Boco, sei forse siciliano di origine?
Mica mica parente della famiglia Aiello?
Anche io ho chiuso il mio ristorante umbro.
Una sera ero lì che spezzavo con la mannaia le bistecche d’una bestia chianina mai vista.
E chi ti entra, pronto per cenare?
Antonio Boco.
Tah! Colpo secco che decise per sempre il mio soprannome.
Ora sono segratario umbro dell’anmil. http://www.anmil.it
Sono propietario di un ristofante in umbria, vicino al Lazzio.
Non ho ancora chiuso ma poco ci manca.
Per campare devo fare comparsate, pubblicità , marchette di tutti i tipi.
E tutto è cominciato da quel maledetto giorno in cui venne quer critico del Gambero Rosso.
Lucaaaaa…come si chiamava quel tipo?
Voco, Poco…nsomma qualcosa del genere.
Da allora in poi sale vuote. E neanche se metto prezzi da fast food vengono (co 30 euro faccio un pasto completo).
Me sa che butto tutto nel lago e apro un mecdonalds, co’la emme gialla. Voglio vedé le sale piene…..
Lucaaaa….te piacciano le patatine fritte?
Così mi riaprite una ferita ancora sanguinante.
Avevo un bellissimo locale in una delle città più belle dell’umbria.
I miei “assaggini” erano famosi in tutto il mondo. Pure troppo, mi vien da dire.
Osterie d’Italia, Espresso, Gambero Rosso. Presente in tutte le guide. Pure la Michelin. Andavo col vento in poppa.
Una sera non c’era nessuno nel locale. Erano tutti al concerto di Marco Masini.
Stavo per chiudere quando m’arriva una telefonata.
“C’è posto per due?” “Veramente…starei per…”
“Mi chiamo Bonilli”. Ecchecc…proprio stasera…”vabbé, venga pure”.
Ho pure richiamato il cameriere che m’ha risposto al cellulare “vaffan…” mentre il pizzuto ultras viola lo urlava al proprio spettacolo…
Tutto emozionato aspetto tremante. Eccoli.
Si presenta un ragazzetto con una bellissima topa (quello che va detto va detto). “E tu?”
“Ho prenotato, sono Antonio Bonilli”.
Era troppo anche per me. Masini in piazza, Boco al tavolo: ho preferito emigrare. Non in una città qualunque ma a Roma. Che il Santo Padre mi protegga dalla maledizione eterna. Mai più in Umbria, mai più!
Ciao, sono Fulvio.
Come tutti i bischeri sanno io non scrivo sui blog.
Però una cosa voglio dirla. La sera che Boco entrò nel mio ristorante, il ristorante più famoso e rispettato del mondo, qualcuno fece una telefonata galeotta. Rispose la mi’ moglie. In un paio di giorni mi sono ritrovato senza casa, senza ristorante, senza Cinta Senese né piccioni da cucinare. M’era rimasto l’amore.
Per questo non sono andato sino in Umbria a spaccare le corna di quello jettatore.
E, secondo me, anche quel pelatino che l’accompagnava tanto fortuna non porta.
Se volete la passatina andate a mangiarla da un altra parte che io non la fò più. Oppure fatevela fare da Boco.
Ci tengo a precisare che io non centro nulla.
E’ stato Boco che con questo thread ha scoperchiato il vaso di Pandora.
Adesso scusatemi che devo andare, non mi sento tanto bene.
Hola.
Jo soi Ferran, Ferran Adrià de El Bulli.
Jo ai sabuto que Antonio Boco ha preso un tabolo per la stajon ventura a El Bulli. Madre de dìos. No.
Piuttosto chiudo por dos anos.
Esaperando que me dimentica.
Me disculpo por mon itagliano. Ma meglio de quelo de Gianfranco V. no?



E il Jasper?
Boco, in umbria mi sa che si toccano i gioielli quando passi tu….