Il tappo saltato

No, non mi riferisco alla caduta di Berlusconi. Anche se … Vorrei invece parlare del problema in senso proprio, stimolato da una discussione che si può trovare qui.

Può capitare, che alla cena fatidica in cui abbiamo deciso di stappare quell’unica bottiglia della Madonna (of the Madon), acquistata con sacrifici titanici, la bottiglia in questione “sappia di tappo”.

La maggior parte di noi eno-fissati, causa perenne mancanza di carta dentro il nostro borsello, non può fare finta di niente e semplicemente sperare che non capiti più. Bisogna farci venire qualcosa in mente, capace di sconfiggere l’ineluttabile. Non ci resta altro che sparare la nostra ultima cartuccia: rompere i “gabbasisi”, come direbbe il commissario Montalbano, al produttore.

Esistono molti produttori che hanno risposto ad una mail, ad una telefonata, ad una lettera nel breve spazio di un respiro e che hanno mandato una bottiglia “numero 12”, nel senso di “riserva” (non una Riserva), anche senza voler il tappo incriminato per verificarne il contenuto in tricloroanisolo. Purtroppo, però, ci sono (e come se ci sono) quelli che devono fare i “fenomeni”, fregandosene dei clienti, senza dei quali il vino però se lo devono bere tutto da soli.

Tanti “direttori clamorosi” di mega aziende super blasonate non si sono fatti sentire, come molte contesse “Mazzanti Serbelloni Vien dal Mare” di turno, ci hanno risposto con una pernacchia figurata e cioè con ragionamenti agghiaccianti del tipo “la bottiglia sa di tappo perché l’avete conservata male”, scavando così un insormontabile solco tra noi, “merdacce”, e loro abitatori dell’Olimpo enoico.

Ora, siccome noi, da buoni eno-fissati, non possiamo fare a meno di provare quella mitica bottiglia di Sangiovese piuttosto che di Nebbiolo - non ci dormiamo neppure la notte, che ci volete fare - siamo pure andati a ricomprarla, nonostante il suo costo sempre non proprio abbordabile e, soprattutto, avendo ben chiaro il fatto che il suo artefice fa parte a pieno titolo della categoria umana di “stronzo”.

Urge un cambio di rotta, di prospettiva, una rivoluzione copernicana. Un moto di liberatoria novità, che ci affranchi dal nostro status di forzati dell’assaggio: mandiamo dove meritano di andare certi pezzenti e i loro vini da sogno. Che ne dite?

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Commenti

A me è successo proprio così. Non era una contessa ma una principessa del Chianti Classico (meridionale). Bottiglia dell’85 (Riserva)comprata a 90 euri, nell’enoteca dell’azienda. Quando scopro che sa di tappo, e viste le condizioni di cui sopra, mi permetto di chiamare. La risposta della suddetta è stata proprio quella che dici: la colpa era mia, avevo tenuto male la bottiglia. Per lei era ovviamente questa la causa del sentore di tappo…

Grandissimo Franco, il tuo post ha avuto l’effetto di una marsigliese in questa mattina oppiacea. Ed è troppo tempo che non ci facciamo una bevuta-sragionata insieme!

mah, io ho sempre cambiato in enoteca le bottiglie tappute e quasi mai mi hanno risposto con pireti, reali o figurati. Praticamente sempre se sono ripresi la boccia e consegnata una nuova. Certo se il vino era nella mia cantina da decenni la storia cambia…
Ciao A

spessissimo (sempre) le bottiglie che sanno di tappo le cambiamo a nostre spese noi enotecari e i produttori fanno quasi sempre finta di niente oppure si fanno spedire la bottiglia per cambiarla ma a volte il costo di spedizione costa più della boccia in questione….

San Leonardo 2000, bottiglia difettosa.
Enoteca di Bologna (caffè bazar), con varie scuse si rifiuta di cambiare la bottiglia.
Informo il produttore dell’ accaduto.
Dopo qualche giorno mi è arrivata la bottiglia in sostituzione.
Grande serietà oltre naturalmente alla capacità di produrre ottimi vini.
Tanto di cappello.

Ho avuto 3 bocce con tappo da bestemmia

1) Rionda ‘99 di Massolino (era appena uscito e per me era già una boccia “pesante” visto che da poco avevo iniziato ad interessarmi al vino … )

2) Riserva Biondi Santi 1982

3) Hermitage La Chapelle 1989

Nei primi 2 casi vendute dalla stessa persona (comprate su noto forum enogastronomico) e regolarmente cambiate …

Mizzica, Alex! Il Rionda si poteva rimediare ancora, ma sulle ultime due c’era da declamare l’intero calendario…
Biondi Santi Ris. ‘82 mio vino rosso dell’anno 2008, la Chapelle ben ti sta: così impari ad aver pensato di aprirla senza i Zozzoni Wine Group! :-))

Su La Chapelle Armando disse “Rodano” malgrado il tappo piangendo con me per il tappo malefico. Poteva essere potenzialmente monumentale.
Avevo avuto un presagio (o m’ero portato sfiga da solo) e m’ero portato la boccia di riserva : Decennale 2001 di Palmucci. Niente tappo e vino delizioso …

Naturalmente è chiaro che queste persone non capiscono nulla di marketing, essendo noto che con la modica spesa di una bottiglia, modica per l’azienda, si ottiene una campagna di marketing gratuita eccezionale da parte della persona alla quale si è risolto il problema. Mentre invece loro pensano di essere dei maghi, bah.

a chi dice che il sentore di tappo si forma per una cattiva conservazione della bottiglia…il buon Dio dovrebbe togliere il senso dell´odorato e dell´olfatto…oltre a quello dell´umorismo. Il TCA è presente già sulla pianta e pochi minuti di contatto tappo-vino sono sufficenti ad inuinare il prodotto.

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