Identità Golose 2010. La guida ai ristoranti d’autore firmata Paolo Marchi

Il valzer è cominciato. Sono parte in causa, lo so, dunque la mia passione per guide e guidette non fa testo, e non va presa troppo sul serio.

Oddio, non è che sia uno di quelli che le osanna, di religioni e bibbie ce ne sono anche troppe e il fideismo applicato al vino e ai ristoranti è roba da suicidio immediato delle papille gustative. Però non capisco neanche tutto l’accanimento degli ultimi tempi, se non per la vecchia regola del chiodo scaccia chiodo.

Le guide sono utili, altro che storie. E che vogliamo tornare a chiedere all’abergatore di turno dove andare a mangiare? Certo vanno prese per quello che sono, uno strumento da consultare, verificare, se necessario criticare.

Se approcciate laicamente, con intelligenza e senso critico, fanno sicuramente comodo. E forse proprio questo è il punto, in un Paese che non sa commentare con spirito libero neanche una partita a tresette al bar…

Comunque, tra le pubblicazioni “serie”, ecco quella di Paolo Marchi, Mr. Identità Golose (che oltre ad essere una guida è pure un bellissimo evento milanese, e da quest’anno londinese, sull’alta ristorazione).

L’edizione 2010 propone 619 segnalazioni  (459 tricolori e 160 internazionali), per un totale di 24 nazioni: dal Portogallo alla Turchia, dal Brasile all’Australia, passando per Cina e Giappone. Con focus specifici sulle più importanti città d’Europa e del Mondo.

La sua vocazione, dicono gli autori, è da sempre quella di suggerire le migliori proposte senza dispensare voti, esaltando l’identità, ovvero ciò che fa di un locale un posto da non perdere per la sua unicità, sia essa espressione di tradizioni autentiche o di reale innovazione.



Ecco i premi speciali 2010

IL MIGLIOR CHEF
ENRICO CRIPPA
Piazza Duomo - Alba (Cn)

LA MIGLIORE CHEF

ISIDE DE CESARE
La Parolina - Acquapendente (Vt)

IL MIGLIOR CHEF STRANIERO

JOSEAN MARTINEZ ALIJA
Guggenheim - Bilbao (Spagna)

IL MIGLIOR SOUS-CHEF

FABIO PISANI e ALESSANDRO NEGRINI
Il Luogo di Aimo e Nadia - Milano

BIRRA IN CUCINA

ILARIO VINCIGUERRA
Antica Trattoria Monte Costone – Galliate Lombardo (Va)

IL MIGLIOR CHEF PASTICCIERE

FRANCO ALIBERTI
Vite – Coriano (Rn)

IL MIGLIOR MAÃŽTRE
BENEDETTA DE PRA’
Dolada - Pieve d’Alpago (Bl)

IL MIGLIOR SOMMELIER
DANIELE MONTANO
Il Pagliaccio - Roma

IL MIGLIOR ARTIGIANO
PIETRO ZITO
Antichi Sapori- Montegrosso di Andria (Ba)

IL MIGLIOR GIORNALISTA

FEDE &TINTO
Decanter Radio Due

SORPRESA DELL’ANNO

PETER BRUNEL
Chiesa - Trento

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Categorie: Dire, Mangiare, Viaggiare

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Commenti

Ma Josean Martinez Alija (Miglior chef straniero) è il giovane chef del ristorante all’interno del MUSEO Guggenheim?

E si, dovrebbe essere lui… Io sono troppo contento per Iside De Cesare de La Parolina di Trevinano, un posto delizioso tra Umbria, Lazio e Toscana… Davvero uno dei migliori ristoranti che mi sono capitati negli ultimi anni. Su “prezzemolo” Fede & Tinto non commento…

Bene vedere che la grande cucina sta anche nei ristoranti dei musei.. E da noi? Qualche esempio? Se la cultura fa venire appetito dove è opportuno andare?
Intanto proverò La Parolina…(anche senza museo).

Marchesi alla Scala, anche se non è esattamente un museo, e poi di recente l’Open Colonna a Roma. Ne ha parlato anche Bonilli: http://blog.paperogiallo.net/2009/07/maison_colonna_un_ristorante_con_lorto_nel_cuore_di_roma.html

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