I cavalieri di Malta e il grechetto di Magione
Non sono un fanatico religioso (eufemismo). Considero la materia un affare privato, degno di considerazione e tutela, ma mi indigno quando sconfina, a vario titolo, negli affari pubblici e nelle leggi che regolano la vita di tutti. Se volete una sintesi grossolana, sono affascinato dal modello francese, dalla sua idea di separazione dei poteri e cultura laica.
Quando si parla di storia, però, le cose cambiano e non riesco a non emozionarmi. Non capisco chi rifiuta di visitare i musei vaticani per incompatibilità con le vedute del Papa…
Per farla breve, il Sovrano Militare Ordine di Malta è una delle più antiche Istituzioni della civiltà occidentale e cristiana, costituito in Palestina poco dopo l’anno 1000. Ha sfondo militare, cavalleresco e nobiliare, ma oggi è presente in oltre 120 paesi con le sue attività mediche, sociali e assistenziali.
E’ un ente indipendente e sovrano, ha un proprio ordinamento giuridico, rilascia passaporti, emette francobolli, batte moneta, e via dicendo… Ha sede a Roma ed ha molte proprietà a carattere agricolo, tra cui due importanti aziende vitivinicole: Rocca Bernarda in Friuli e Catello di Magione in Umbria.
Quest’ultima ha appena inaugurato la nuova cantina, che non avrà il fascino centenrio del Castello, dove si trovava, ma è anche di sicuro più comoda, moderna e spaziosa. E’ stata una bella festa, con diversi invitati e altrettanti auspici per il futuro.

Il mio è quello di continuare a produrre vini personali, capaci di leggere allo stesso tempo varietà e territorio, e compiendo, se possibile, un nuovo balzo in avanti. Su tutta la gamma, ovvio, ma soprattutto sul grechetto, che l’azienda ha dimostrato di consoscere e saper trattare, arrivando in poco tempo, col cru Monterone (ma forse sarebbe più corretto dire mezzadria), a realizzare la miglior interpretazione della regione, dunque dell’Italia e del mondo. Come vedete sono in una fase di basso profilo…
Ecco qualche considerazione, proprio sul grechetto, dell’enologo Marco Monchiero, uno che di questa varietà se ne intenmde, per essere stato consulente dell’azienda Mottura di Civitella d’Avigliano (VT) e, appunto, attuale tecnico di Castello di Magione
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Tags: Castello di magione, Grechetto, Latour a Civitella, Marco Monchiero, Monterone, Mottura, Sovrano Militare Ordine di Malta
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Commenti
Si, il Monterone è proprio una bella realtà, ottima espressione del grechetto. Condivido la scelta dell’azienda di voler puntare su un vitigno così caratteristico e tipico dell’Umbria.
E poi quello in commercio (il 2008) è venuto particolarmnte bene, forse secondo solo a un grande 2004, che sarei curioso di riassaggiare per capire come è evoluto, se ha tenuto… Una roba che sui grechetto che girano (a parte qualche rara eccezione)è fantascienza





Interessante davvero Antonio. Avevo visitato Il Castello qualche anno fa, affascinato dall’atmosfera delle cantine.
E mi incuriosisce assai il Monterone da te citato. Vado a cercarlo!