Ferrarese dolcissimo

Ogni mattina guardo il banco di un fruttivendolo che è sotto casa mia. E’ uno che scrive dei cartelli, non si limita al prezzo.

Questa mattina “Ferrarese dolcissimo”, il cocomero dei cocomeri, la certezza.In fondo il cibo è questo, la provenienza come vocazione di un territorio, raramente il produttore.

Si dice: abbiamo bevuto uno Champagne, le mozzarelle campane, un Chianti con la bistecca. Siamo una piccola minoranza a viaggiare con l’ossessione del produttore o del “cru”, cioè al secondo livello di dettaglio. Lo dobbiamo ricordare, perché il mondo è l’altro e se vogliamo comunicare ne dobbiamo tenere conto.

E’ per questo che uno chardonnay prodotto a Soave non lo compra nessuno, perché il mercato riconosce delle specializzazioni territoriali generiche, le vere categorie di comunicazione, la storia del vino anche.

Ferrarese dolcissimo… Mica un cocomero qualunque!

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Categorie: Dire, Emilia Romagna, Mangiare

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Commenti

Non so se ho ben capito. Però, per come la vdo io, anche se la comunicazione deve ovviamente tenere conto della “comunicabilità“, non si può sempre prescindere da un buon livello di approfondimento. Più che di un mondo io parlerei di diversi mondi, ognuno dei quali ha diritto ad essere informato secondo le proprie aspettative

Quello che penso io è che il livello di approfondimento, a parte casi eccezionali, deve poggiare su un livello base che coinvolge una categoria generica, che è poi la categoria che permette ad un territorio di attivarsi su un prodotto con una filiera. Quella è come una lingua, uno strumento di base che qualche interprete può poi nobilitare e portare in alto. chissà se mi spiego…

Melandri passa dalle zucchine ai cocomeri. Beato lui.
Tutta invidia la mia.

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