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	<description>idee vini gastronomia trascendente</description>
	<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:15:30 +0000</pubDate>
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		<title>A pranzo con tre stelle</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio boco</dc:creator>
		
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E’ una delle poche riviste a cui non potrei rinunciare. Sono abbonato da un paio d’anni, prima ero un lettore occasionale, e devo dire di riconoscermi in pieno nelle parole di Roberto Saviano:  “Quando leggo Internazionale ho la sensazione reale di conoscere il mondo”.
D’estate poi, aspetto con ansia l’arrivo del numero dedicato al “viaggio”, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1308" style="margin: 15px;" title="guida-michelin-italia-2009" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/09/guida-michelin-italia-2009.jpg" alt="" width="417" height="332" /></p>
<h4>E’ una delle poche riviste a cui non potrei rinunciare. Sono abbonato da un paio d’anni, prima ero un lettore occasionale, e devo dire di riconoscermi in pieno nelle parole di Roberto Saviano:  “Quando leggo <a href="http://www.internazionale.it/">Internazionale</a> ho la sensazione reale di conoscere il mondo”.</h4>
<p>D’estate poi, aspetto con ansia l’arrivo del numero dedicato al “<strong>viaggio</strong>”, che quest’anno mi ha portato idealmente a Malta, in Giappone, a caccia di sogni sull’autostrada che collega San Francisco a Los Angeles, così come sulla frontiera messicana in compagnia dei migranti.</p>
<p>Ma c’è stato anche un <strong>viaggio gastronomico</strong>, un bel pezzo di John Colapinto uscito sul <a href="http://www.newyorker.com/">The New Yorke</a>r (&#8221;A pranzo con tre stelle&#8221;), in cui il giornalista racconta l’incontro esclusivo con uno degli “anonimi e temutissimi” ispettori della <strong>guida Michelin</strong> (in questo caso una lei).<br />
<span id="more-1307"></span></p>
<p>Dal pranzo al <a href="http://www.jean-georges.com/"><strong>Jean Georges</strong></a>, il celebre ristorante del <strong>Trump International Hotel</strong> di Manhattan, luogo dell’incontro, emergono un bel po’ di spunti. Eccone alcuni.</p>
<p>Intanto il paragone con i <strong>critici </strong>di altre guide e riviste, più o meno tutti volti noti (a ristoratori e chef), dunque, forse, in una posizione un tantinello diversa da quelli della &#8220;rossa&#8221;. Nel trattamento riservato durante la visita,  e magari nello stato d’animo al momento del giudizio.   Non so, su questo ognuno ha la sua opinione, decidete voi.</p>
<p>Poi si parla del DNA “<em><strong>francocentrico</strong></em>” della guida, cosa che abbiamo dibattuto più volte anche in Italia. E questo non vuol dire solo sospettare delle <strong>26 tre stelle francesi</strong>, a fronte delle <strong>81 in tutto il mondo</strong>, ma soprattutto di un metro di giudizio che parte inevitabilmente da uno schema piuttosto rigido, codificato, che non sempre calza a pennello le diverse realtà extrafrancesi.</p>
<p>Sentite <strong>Frank Bruni</strong>, ex critico gastronomico del <strong>New York Times</strong>: “Quando vivevo a Roma la guida Michelin non mi era di grande aiuto, i ristoranti segnalati hanno spesso qualcosa di fastidiosamente francese”.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1309" style="margin: 15px;" title="jean-georges" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/09/jean-georges.jpg" alt="" width="485" height="226" /></p>
<p>Quindi viene riportata un’interessante studio di <strong>Linda Bartoshuk</strong>, docente di odontoiatria di comunità e <strong>scienze del comportamento</strong> all’Università della Florida. In pratica “analizzando la disposizione e la densità delle papille gustative sulla lingua, emergono tre categorie di persone: i <strong>super degustatori</strong>, i <strong>degustatori</strong> e i <strong>non degustatori</strong>. La maggior parte degli esperti di vino e di cibo rientra nella categoria dei degustatori (i super degustatori tendono a preferire piatti insipidi perché sono troppo sensibili al sapore. I non degustatori, invece, possono mangiare un risotto squisito e rimanere indifferenti)”.</p>
<p>Interessanti anche le considerazioni sul tipo di vita dei <strong>critici enogastronomici</strong>, a volte massacrante nei tempi e negli orari, lontana dall’immagine che ne hanno i non addetti ai lavori (“ma dai, che lavoro meraviglioso…&#8221; ti senti dire dopo che hai messo in bocca e sputato un centinaio di vini, rimettendoci il sistema gastrico), e le aspettative di guadagno. Sull&#8217;ultimo punto l’ispettrice Michelin è laconica: “diciamo che non è un lavoro per fare i soldi”.</p>
<p>Ma questo, credetemi, mi era piuttosto chiaro anche prima di leggere l’articolo…</p>
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		<title>Vacanze. Tutto in una sera</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 07:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaele del franco</dc:creator>
		
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L’estate 2010 è quasi finita e posso dirvi con certezza che anche quest’anno sono riuscito a non fare nemmeno un giorno di mare, nemmeno uno di vacanza. Bene così! Dopo un paio di mesi di duro lavoro, però, mi sono ritrovato a poter uscire per una sera intera. Come dimeticare la data: venderdì 27 Agosto&#8230;
Dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><img class="size-full wp-image-1304" style="margin: 15px;" title="stesi-al-sole1" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/09/stesi-al-sole1.jpg" alt="" width="500" height="374" /></h4>
<h4>L’estate 2010 è quasi finita e posso dirvi con certezza che anche quest’anno sono riuscito a non fare nemmeno un giorno di mare, nemmeno uno di vacanza. Bene così! Dopo un paio di mesi di duro lavoro, però, mi sono ritrovato a poter uscire per una sera intera. Come dimeticare la data: venderdì 27 Agosto&#8230;</h4>
<p>Dove vado? Avevo quasi perso l’abitudine a gestire qualche ora di svago.  Non posso andare in Bolivia, in due ore non mi sembra il caso. Non posso andare a vedere il Partenone, Atene non ha l’uscita autostradale sulla Napoli-Bari. Allora esco a Benevento e arrivo a <strong>Castelvenere</strong>. “Venere…che bella parola”!</p>
<p>Almeno un piccolo ricordo di <em>ellenicità</em>. Ma perchè qui nel <strong>Sannio</strong>? Per visitare il paesino? Non proprio, visto che il borgo è bellino ma non è Parigi. Per salutare un parente? Ma figuratevi&#8230; Per rivedere un po&#8217; di amici dopo tanto tempo? Si e no. Arrivo dopo un sereno girovagare per tutti i paesi che confinavano con la meta (mi sono perso tra Telese e Guardia Sanframondi), saluto Mauro, Adele, Luciano e Pasquale, cioè i padroni di casa, ed entro nel salotto dei <a href="http://slowfoodcampania.com/sito_slow/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;catid=30:news&amp;id=296:grandi-vini-da-piccole-vigne"><strong>Grandi Vini da Piccole Vigne</strong></a> che è stato preparato nella piazza principale del borgo sannita.</p>
<p>Un salotto senza poltrone ne divani ma con tanti tavoli sui quali c’erano altrettanti bei vini a mia completa disposizione. Come al solito la soluzione per passare una serata libera è il puro e semplice nettare di Bacco. Rivedere quella bella faccia, riposata dalle vacanze, di <strong>Giovanni Ascione</strong> (<strong>Nanni Copè</strong>), bere il milionesimo bicchiere di <strong>Taurasi Poliphemo 2006</strong> di <strong>Luigi Tecce</strong>, parlare gioiosamente con <strong>Luigi Sarno </strong>(<strong>Cantina del Barone</strong>) e la testarda <strong>Marilena</strong> (<strong>Azienda Bambinuto</strong>) rispettivamente, dei loro buonissimi <strong>Fiano di Avellino 2009</strong> e <strong>Greco di Tufo Picoli 2009</strong>. Fermarmi incuriosito ad ascoltare <strong>Giovanni</strong> (<strong>Azienda Bonavita</strong>) e<strong> Francesco</strong> (<strong>Azienda Vigna De Franco</strong>), assaggiare, per la prima volta, l’eccellente <strong>Faro Bonavita 2008</strong> e il sorprendente <strong>Cirò Classico superiore A’ Vita 2008</strong> (A’ Vita + BonaVita = Vita).</p>
<p>Rimproverare <strong>Ciro Picariello </strong>per aver lasciato tutta la sera da sola sua moglie Rita dietro al banchetto. Anche se alla fine gli perdono la mancanza di galanteria nei confronti della sua bella perchè ha fatto un <strong>Fiano di Avellino 2008 </strong>strepitoso.</p>
<p>Ecco i veri motivi che mi hanno portato qui in una calda e umida sera d’estate. Tanto per cambiare.</p>
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		<title>E le chiamano annate minori&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 11:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio pracchia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Sorrido pensando alle ultime degustazioni. Sorrido perché in questo fantastico mondo del vino niente deve essere dato per scontato, a partire dalle annate, cosiddette, minori.
Invece tentiamo sempre di dare giudizi definitivi sulle vendemmie, cominciando dalle famose stelle dei Consorzi, in modo totale, senza considerare che un viticultore non recita a spartito ma improvvisa, attingendo dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><img class="size-full wp-image-1291" style="margin: 15px;" title="barolo" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/barolo.jpg" alt="" width="480" height="320" /></h4>
<h4>Sorrido pensando alle ultime degustazioni. Sorrido perché in questo fantastico mondo del vino niente deve essere dato per scontato, a partire dalle annate, cosiddette, minori.</h4>
<p>Invece tentiamo sempre di dare giudizi definitivi sulle vendemmie, cominciando dalle famose stelle dei Consorzi, in modo totale, senza considerare che un viticultore non recita a spartito ma improvvisa, attingendo dal cilindro della capacità e dall&#8217;esperienza.</p>
<p>Quindi veniamo al sodo, come dice la gallina. Andiamo con ordine. La tanta vituperata <strong>annata 2005</strong> ha regalato, a mio giudizio, alcuni <strong>Brunello </strong>di grande piacevolezza. Il <strong>Pietroso</strong> del bravo <strong>Gianni Pignattai</strong> e <strong>Gianni Brunelli</strong> di pari annata hanno equilibrio e profondità. Per niente crudi di tannino, anzi avvolgenti e succosi.</p>
<p>Il <strong>Nobile di Montepulciano Riserva 2003 </strong>di <strong>Godiolo</strong>, ad esempio, è un vino di splendida fattura. Definito all&#8217;olfatto, esprime un palato verticale e integro. Ancora più difficile signori, il 2002. Basta dire che quest&#8217;anno ero nel dubbio amletico su quale vino mi avesse rapito il cuore, se la <strong>Riserva di Barolo</strong> <strong>Rocche del Falletto 2004 </strong>di <strong>Giacosa</strong> o quella<strong> </strong>di <strong>Brunello</strong> pari millesimo firmata <strong>Biondi Santi</strong>: ecco che spunta il <strong>Monfortino 2002 </strong>di <strong>Giacomo Conterno </strong>che sbatacchia queste annate grandiose come se niente fosse. Miglior vino assaggiato quest&#8217;anno per me.</p>
<p>A conferma di ciò ho aperto anche un<strong> Barolo Bussia 2002 </strong>di<strong> Giacomo Fenocchio</strong>: pur non avendo la complessità del Monfortino è un vino di limpida bevibilità e misurata estrazione tannica. Riguardo a voi: quali sono le vostre annate minori preferite?</p>
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		<title>Le verità nascoste (in cantina) della trattativa Ibrahimovic</title>
		<link>http://www.tipicamente.it/index.php/le-verita-nascoste-in-cantina-della-trattativa-ibrahimovic/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 20:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio boco</dc:creator>
		
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I costi esorbitanti del giocatore? In parte, certo. Il carattere irascibile di quello che pare più un parcheggiatore, al più un bagarino fuori dallo stadio, che un procuratore di calciatori? C’entra anche questo, ovvio.
Ma più di tutto, ormai l’avrete capito, quello che rischia di complicare l’arrivo di Ibrahimovic  al Milan è il ristorante scelto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><img class="size-full wp-image-1298" style="margin: 15px;" title="gallianigiusto" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/gallianigiusto.jpg" alt="" width="428" height="321" /></h4>
<h4>I costi esorbitanti del giocatore? In parte, certo. Il carattere irascibile di quello che pare più un parcheggiatore, al più un bagarino fuori dallo stadio, che un procuratore di calciatori? C’entra anche questo, ovvio.</h4>
<p>Ma più di tutto, ormai l’avrete capito, quello che rischia di complicare l’arrivo di Ibrahimovic  al Milan è il ristorante scelto per l’avvio della trattativa tra i due club: il <a href="http://www.calisidre.com"><strong>Ca L&#8217;Isidre </strong></a>di Calle les Flors 12 a Barcellona.</p>
<p>Ma dico io, con tutto il ben di dio che c’è da quelle parti, proprio il ristorante preferito del <strong>Re Juan Carlos</strong>, la <strong>regina Sophia</strong> e <strong>Julio Iglesias </strong>bisognava scegliere? Mah…</p>
<p>Per carità, un posto storico, ai suoi tempi celebrato, ma anche fermo da anni. Cucina catalana tra tradizione e innovazione, con chiara influenza francese e prezzi da capogiro. Molto più alti di quelli dei migliori indirizzi del momento. Mmmm, che voglia!</p>
<p>Eppure <strong>Galliani </strong>non ha battuto ciglio, forse perché il conto l’hanno pagato il presidente balugrana <strong>Rosell </strong>e il Ds Zubizarreta. Ma certo sarà toccato a lui <strong>scegliere il vino</strong>.</p>
<p>E che fai, a quel punto, non ti fiondi su un’etichetta del Bel Paese per stupire i commensali? E qui viene il bello, perché se la <strong>Spagna</strong> è ben rappresentata nel <em>caveau </em>del locale, qualche <strong>Porto</strong> buono si trova e in <strong>Francia</strong> (che pure in larga parte è molto prevedibile e ha una lista di Champagne ridicola) peschi qualcosina dal passato, beh, ecco, sotto la voce <strong>Italia</strong> c’è poco da divertirsi.</p>
<p>E tra un <strong>Badia a Passignano ’96 </strong>e un <strong>Brunello di Montelcino Castelgiocondo ’86</strong>, sta a vedere che Galliani  ha fatto il colpo <strong>Montesodi ’85</strong>*. Una piccola speranza, certo, ma anche l&#8217;unica cui aggrapparsi per chiudere la trattativa. Chi vivrà vedrà&#8230;</p>
<p>* per gli schizzinosi: 1) il vino in questione non è male per niente 2) provate a dare un&#8217;occhiata agli altri vini italiani in carta&#8230;</p>
<p><img class="size-full wp-image-1293" style="margin: 15px;" title="caisidre" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/caisidre.jpg" alt="" width="399" height="268" /></p>
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		<title>Una serata Friska dal profumo di Zagara, all&#8217;ombra della Sella del Diavolo</title>
		<link>http://www.tipicamente.it/index.php/un-serata-friska-dal-profumo-di-zagara-allombra-della-sella-del-diavolo/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 07:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe carrus</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Qualche giorno fa, approfittando di una giornata di ferie, pure troppo di questi tempi, ho pensato di andare al Poetto a farmi un bagno. Con la complicità di Ryanair, arrivo a Cagliari (partendo dalla redazione romana) in meno tempo di quanto di solito ci metto per tornare nella mia piccola residenza capitolina.
Sono le otto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1284" style="margin: 15px;" title="110_00__sella_del_diavolo_d0" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/110_00__sella_del_diavolo_d0.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<h4>Qualche giorno fa, approfittando di una giornata di ferie, pure troppo di questi tempi, ho pensato di andare al Poetto a farmi un bagno. Con la complicità di Ryanair, arrivo a Cagliari (partendo dalla redazione romana) in meno tempo di quanto di solito ci metto per tornare nella mia piccola residenza capitolina.</h4>
<p>Sono le otto di sera quando arrivo e il maestrale scoraggia l’idea che mi ero fatto di un bel tuffo rigenerante.  Forse con <strong>una buona birra </strong>il corpo si allieta lo stesso.</p>
<p>Lo stile <strong><em>blanche </em></strong>è quello che fa per me. Non c’è bisogno di scomodare gli amici belgi però. In <strong>Sardegna </strong>trovo quella giusta. Si chiama <strong>Friska </strong>ed è prodotta artigianalmente da un <strong><span style="text-decoration: underline;">piccolo birrificio di Maracalagonis capitanato da <a href="http://www.barley.it">Nicola Perra</a></span></strong>.</p>
<p>È buonissima, rinfrescante, di buon corpo, aroma e sapore. Proprio quello che ci voleva. In tema p<img class="alignright size-thumbnail wp-image-1287" style="margin: 5px; float: right;" title="barleyfriska1" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/barleyfriska1.jpg" alt="" width="67" height="67" />erfetto con la fresca brezzolina che mi fa mettere una maglia nonostante Agosto. Sorso dopo sorso è sempre più buona. Certo, l’atmosfera fa tanto. La spiaggia che inizia a spopolarsi, il sole che cala, la cornice della Sella del Diavolo che domina il golfo (vedi foto), i profumi mediterranei che grazie al vento sembrano percepirsi meglio.</p>
<p>Ci vu<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1288" style="margin: 5px; float: left;" title="barleyzagara" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/barleyzagara.jpg" alt="" width="76" height="76" />ole un’altra birra. Amo i profumi di <strong>Zagara</strong>. Li ritrovo in tanti vini dell’isola. Prendo la birra che si chiama come il fiore d’arancio. Un altro grande prodotto di <strong>Barley</strong>. L’aromatizzazione al miele è bilanciata e contrasta le sensazioni amarognole finali piacevolissime. Corposa e dalla schiuma profumata è cremosa, avvolgente. I ricordi si susseguono e ormai il sole non c’è più. Ma le luci della città illuminano ancora la Sella del Diavolo. Si sta facendo tardi, ma la staffa è d’obbligo.</p>
<p>La <strong>Sella del Diavolo</strong> riuscirebbe a farmi tornare a casa soddisfatto da questa serata non troppo <img class="alignright size-thumbnail wp-image-1289" style="margin: 5px; float: right;" title="barleysella_del_diavolo" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/barleysella_del_diavolo-150x150.jpg" alt="" width="78" height="78" />programmata. Voglio chiudere in bellezza. Il colore ambra e i riflessi aranciati sembrano i colori del tramonto. La schiuma è persistente e la nota di caramello non tarda ad arrivare. Ma è un susseguirsi di prugna, erbe mediche e nuance tostate. Calore e freschezza si alternano come nelle ore appena trascorse e regalano un palato ricco e di gran classe. È veramente tardi e domani l’aereo non mi aspetta. Si ritorna nella capitale. Orgogliosi delle bellezze naturali e di un grande produttore di birra isolano. <a href="http://www.barley.it"><strong>Barley</strong></a>.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1282" style="margin: 15px;" title="619674588" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/619674588.jpg" alt="" width="500" height="351" /></p>
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		<title>Holiday on ice</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 10:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio boco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Quando è arrivata la telefonata, in cui mi annuncia di aver appena inviato il vino che vuol farmi assaggiare, avevo già scritto la sua scheda per la prossima edizione di Vini d’Italia del Gambero.
Fa più o meno così: “Stefano Grilli è un vigneron appassionato, originale, per certi versi imprevedibile. Tutte doti che hanno contribuito a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><img class="size-full wp-image-1278" style="margin: 15px;" title="holiday-on-ice" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/holiday-on-ice.jpg" alt="" width="509" height="343" /></h4>
<h4>Quando è arrivata la telefonata, in cui mi annuncia di aver appena inviato il vino che vuol farmi assaggiare, avevo già scritto la sua scheda per la prossima edizione di Vini d’Italia del <a href="http://www.gamberorosso.it">Gambero</a>.</h4>
<p>Fa più o meno così: “<em>Stefano Grilli è un vigneron appassionato, originale, per certi versi imprevedibile. Tutte doti che hanno contribuito a &#8220;costruire&#8221; La Palazzola che conosciamo oggi: un luogo dove tutto può succedere, enologicamente parlando…</em>”</p>
<p>Sono stato facile profeta, lo so, ma certo mai avrei immaginato, abbozzando quelle due righe, che quel tutto enologico cui alludevo fosse proprio… tutto.  E allora ecco che il vino che mi arriva a casa è una specie di <em><strong>ice wine</strong></em>, o <em><strong>eiswein</strong></em>. Insomma quella roba li, fatta con le uve ghiacciate e tutto il resto.  A <strong>Vascigliano</strong>, in Umbria!</p>
<p>Alcuni grappoli di <strong>cabernet</strong> rimasti sulla pianta, forzando un po’ la maturazione fino a Ottobre inoltrato, quand’ecco una gelata precoce, improvvisa, appena il 15 del mese. Roba da clima impazzito. Al pari del produttore, forse, che invece di disperarsi ne fa un vino dolce delizioso.</p>
<p>Il colore è tenue, quasi cerasuolo, e già ti mette di buon umore. Perché immagini <strong>profumi lievi</strong>, fragranti, e così è. Qualche frutto rosso, la prugna, giusto un accenno di confettura, e via con un <strong>tratto vegetale</strong> che sfuma presto nel balsamico. Quello che ci voleva, insomma, a rinvigorire e rinfrescare. E anche il gusto, a questo punto, è quel che ti aspetti: mai troppo dolce, mai troppo denso. <strong>Delicato</strong>, semmai sussurrato.</p>
<p>Come un incanto, un’illusione unica e irripetibile, ovviamente; un viaggio nella fantasia più sfrenata. La campagna di Vascigliano come la <strong>foresta di Goblin</strong>. C’è senz’altro anche Alice, ecco il Cappellaio Matto, che in questi giorni ha iniziato la nuova vendemmia. Chissà che succederà stavolta…</p>
<p><img class="size-full wp-image-1279" style="margin: 15px;" title="10-040" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/10-040.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
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		<title>Il tappo saltato</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 06:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco pallini</dc:creator>
		
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No, non mi riferisco alla caduta di Berlusconi. Anche se … Vorrei invece parlare del problema in senso proprio, stimolato da una discussione che si può trovare qui.
Può capitare, che alla cena fatidica in cui abbiamo deciso di stappare quell’unica bottiglia della Madonna (of the Madon), acquistata con sacrifici titanici, la bottiglia in questione “sappia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><img class="size-full wp-image-1276" style="margin: 15px;" title="tapposughero-vino" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/tapposughero-vino.jpg" alt="" width="399" height="390" /></h4>
<h4>No, non mi riferisco alla caduta di Berlusconi. Anche se … Vorrei invece parlare del problema in senso proprio, stimolato da una discussione che si può trovare <a href="http://www.gamberorosso.it/grforum/viewtopic.php?f=13&amp;t=90044">qui</a>.</h4>
<p>Può capitare, che alla cena fatidica in cui abbiamo deciso di stappare quell’unica bottiglia della Madonna (of the Madon), acquistata con sacrifici titanici, la bottiglia in questione “sappia di tappo”.</p>
<p>La maggior parte di noi eno-fissati, causa perenne mancanza di carta dentro il nostro borsello, non può fare finta di niente e semplicemente sperare che non capiti più. Bisogna farci venire qualcosa in mente, capace di sconfiggere l’ineluttabile. Non ci resta altro che sparare la nostra ultima cartuccia: rompere i “gabbasisi”, come direbbe il <strong>commissario Montalbano</strong>, al produttore.</p>
<p>Esistono molti produttori che hanno risposto ad una mail, ad una telefonata, ad una lettera nel breve spazio di un respiro e che hanno mandato una bottiglia “<strong>numero 12</strong>”, nel senso di “riserva” (non una Riserva), anche senza voler il tappo incriminato per verificarne il contenuto in <strong>tricloroanisolo</strong>. Purtroppo, però, ci sono (e come se ci sono) quelli che devono fare i “fenomeni”, fregandosene dei clienti, senza dei quali il vino però se lo devono bere tutto da soli.</p>
<p>Tanti “direttori clamorosi” di mega aziende super blasonate non si sono fatti sentire, come molte contesse “<strong>Mazzanti Serbelloni Vien dal Mare</strong>” di turno, ci hanno risposto con una pernacchia figurata e cioè con ragionamenti agghiaccianti del tipo “la bottiglia sa di tappo perché l’avete conservata male”, scavando così un insormontabile solco tra noi, “merdacce”, e loro abitatori dell’Olimpo enoico.</p>
<p>Ora, siccome noi, da buoni eno-fissati, non possiamo fare a meno di provare quella mitica bottiglia di Sangiovese piuttosto che di Nebbiolo - non ci dormiamo neppure la notte, che ci volete fare - <strong>siamo pure andati a ricomprarla</strong>, nonostante il suo costo sempre non proprio abbordabile e, soprattutto, avendo ben chiaro il fatto che il suo artefice fa parte a pieno titolo della categoria umana di “stronzo”.</p>
<p>Urge un cambio di rotta, di prospettiva, una rivoluzione copernicana. Un moto di liberatoria novità, che ci affranchi dal nostro status di forzati dell’assaggio: mandiamo dove meritano di andare certi pezzenti e i loro vini da sogno. Che ne dite?</p>
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		<title>Cantalupo. Lumache al via</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 20:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio boco</dc:creator>
		
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Delle lumache di Cantalupo, della mia passione per il modo in cui le cucinano da quelle parti e della chiara superiorità rispetto alle versioni borgognone avevo già parlato. Accennando, a dire il vero, anche alla sagra di fine agosto dove il paese celebra le sue chiocciole.
Dunque questo è solo una specie di promemoria.
Ci siamo, insomma, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><img class="size-full wp-image-1273" style="margin: 15px;" title="lumache_thumb4" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/lumache_thumb4.jpg" alt="" width="511" height="348" /></h4>
<h4>Delle lumache di Cantalupo, della mia passione per il modo in cui le cucinano da quelle parti e della chiara superiorità rispetto alle versioni borgognone avevo <a href="http://www.tipicamente.it/index.php/sulla-scia-delle-lumache-da-cantalupo-a-beaune/">già parlato</a>. Accennando, a dire il vero, anche alla sagra di fine agosto dove il paese celebra le sue chiocciole.</h4>
<p>Dunque questo è solo una specie di promemoria.</p>
<p>Ci siamo, insomma, dal prossimo <strong>20 agosto</strong>, fino a <strong>domenica 29</strong>, le stradine di questo piccolo borgo nei pressi di Bevagna, esattamente al centro dell’Umbria, saranno come al solito affollatissime.</p>
<p>La <strong>sagra </strong>è un&#8217;istituzione che nasce addirittura nel ‘78. I piatti e le ricette provengono quasi tutte dalla <strong>tradizione povera</strong> e contadina (la lumaca è di casa nelle campagne della zona, particolarmente umide). Si trovano sotto il fieno tagliato, nelle cavità degli olivi, sulle viti o in mezzo a erba e verdure di ogni genere.</p>
<p>Ma la tradizione delle lumache a Cantalupo è ben più antica e si perde nella notte dei tempi. I ritrovamenti di <strong>resti di gusci</strong> in molti siti archeologici della zona sono un segno del suo storico consumo.</p>
<p>Le mie preferite sono quelle <strong>arrosto</strong>, condite con sale, pepe, erbe aromatiche e olio extravergine. Se volete saperlo le amo con una bella bottiglia di<strong> Champagne</strong> con tanto pinot nero.</p>
<p>Tra le versioni classiche ci sono poi quelle in <strong>umido</strong>, che i ricettari orali delle massaie fanno risalire almeno all’800. Più innovativo e recente, invece, è farne una <strong>zuppa con ceci e cipolle di Cannara</strong>. Che poi è a due passi e chiude il cerchio sulle bontà del territorio.</p>
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		<title>Temporale d&#8217;agosto. Che fortuna&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 18:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gabrizia cellai</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Quando dopo alcune giornate di uggia, nervosismo e stanchezza, le amiche che conosci e frequenti da una vita ti propongono un aperi-cena (formula che combina poche cose da mangiare con tanto da bere) speri davvero che piova…
A volte i miracoli avvengono e qualcuno proprio il giorno giusto ti ascolta.
Allora che si fa con quella pioggerellina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><img class="size-full wp-image-1267" style="margin: 15px;" title="pioggia_8709" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/pioggia_8709.jpg" alt="" width="474" height="324" /></h4>
<h4>Quando dopo alcune giornate di uggia, nervosismo e stanchezza, le amiche che conosci e frequenti da una vita ti propongono un aperi-cena (formula che combina poche cose da mangiare con tanto da bere) speri davvero che piova…</h4>
<p>A volte i miracoli avvengono e qualcuno proprio il giorno giusto ti ascolta.</p>
<p>Allora che si fa con quella pioggerellina noiosa di agosto nel locale alla moda del capoluogo toscano? Proprio no. Non si può. Il gironzolare (in macchina) ci porta in zona <strong>San Niccolò</strong> e dopo pochi passi siamo di fronte allo <strong>ZEB </strong>(Zuppe E Bolliti).</p>
<p>Lo <strong>ZEB </strong>è quello che ci vuole: una terapia che scaccia la tristezza grazie alla cordialità del proprietario <strong>Alberto </strong>e della mamma. Un elenco di piatti, cose di casa (finalmente) che ti mettono a proprio agio. Alberto si muove bene all’interno della sua isola, suddivisa tra il bancone dove si mangia, il frigo dei formaggi, i prosciutti e la sezione dei dolci.</p>
<p>Dopo il breve ed essenziale menù elencato a memoria e al di là del nome del locale, la scelta cade nel <strong>carpaccio di pollo con carciofi e pomodorini secchi sottolio</strong> e su una mirabile <strong>parmigiana</strong> (non fritta). Il tutto servito su un unico piatto, come a casa.</p>
<p>Ti alzi e scegli il vino tra gli scaffali. Per noi il <strong>Santa Marta 2007 </strong>di <a href="http://www.salustri.it"><strong>Salustri</strong></a>. Un sangiovese del <strong>Montecucco</strong>, così tanto sangiovese che quasi lo ringrazi per la sua franchezza. Un vino che ti massaggia il cuore e l’anima. Diretto, per quelle sere tra amici in cui la pioggia di agosto arriva provvidenziale e ti cambia in meglio la serata.</p>
<p><strong>ZEB</strong> (Zuppe E Bolliti)</p>
<p>Via San Miniato, 2<br />
50125 Firenze<br />
055 2342864</p>
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		<title>Do you like Passerina?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 06:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio boco</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[nomi dei vini]]></category>

		<category><![CDATA[passerina]]></category>

		<category><![CDATA[vini bianchi marche]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non so, e non ci tengo a scoprirlo, se è vera quella storia per cui in punto di morte ti scorre davanti agli occhi tutta la vita, come in un rapidissimo film.
Quello di cui sono certo, però, è che alla fine delle degustazioni per la guida ripensi a tutte le migliaia di bottiglie che ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><img class="size-full wp-image-1262" style="margin: 15px;" title="passerina" src="http://www.tipicamente.it/wp-content/uploads/2010/08/passerina.jpg" alt="" width="500" height="375" /></h4>
<h4>Non so, e non ci tengo a scoprirlo, se è vera quella storia per cui in punto di morte ti scorre davanti agli occhi tutta la vita, come in un rapidissimo film.</h4>
<p>Quello di cui sono certo, però, è che alla fine delle degustazioni per la <strong>guida </strong>ripensi a tutte le migliaia di bottiglie che ti sono capitate davanti, focalizzando il ricordo su quelle che in qualche modo ti hanno più colpito.</p>
<p>Non solo in riferimento al contenuto, che ovviamente è la parte più importante, ma anche a tutto il contorno, dall’etichetta alla forma, passando ovviamente per il nome.</p>
<p>Ecco allora che, scorri e scorri il <strong>nastro della memoria</strong>, non posso fare a meno di soffermarmi sui nomi più curiosi, direi strambi, notando in molti casi una certa deriva su temi e (più o meno vaghe) allusioni sessuali. Una sorta di <strong><em>velinizzazzione</em></strong>, per intenderci, o di appiattimento su uno stile marcatamente governativo, se preferite (che poi è più o meno la stessa cosa).</p>
<p>In principio era il celebre <strong>Merlot della Topa Nera </strong>di <strong>Gino Fuso Carmignani</strong>, anche se non l’ho mai considerata una bassa furberia, semmai una bischerata goliardica del personaggio.</p>
<p>Molti dei vini cui alludo arrivano quest’anno dalle Marche, che passa agevolmente dal <a href="http://www.vinisantabarbara.it/maschio_da_monte.asp"><strong>Maschio da Monte</strong></a>, un Rosso Piceno della cantina <strong>Santa Barbara</strong>, alla <strong>Passerina Primo Pelo </strong>della <strong>Saputi </strong>di Colmurano, fino a quella <a href="http://www.carminucci.com/vini-bianchi/passerina-casta.html"><strong>Casta</strong></a> di Carminucci.</p>
<p>Tanto per non farci mancare niente…</p>
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