Dolii Raptor Montegico. Una grande birra italiana dall’accento belga
Come come? Solo perché fino a qualche anno fa la tracannavo ad occhi chiusi, utilizzandola per lo più come defatigante dopo una colossale bevuta o utile sollievo nel dopo-sbronza, alle prese come tutti gli alzatori di gomito nella ricerca disperata degli escamotage più incredibili a quella che gli iberici chiamano brillantemente resaca, non potrei parlare di birra? Solo per questo? Ma via…
E poi (quante volte l’ho detta questa in vita mia) ora sono cambiato! Cioè, per lo meno ho cominciato a considerare la birra con più curiosità e attenzione, approfondendo l’argomento come si deve e visitando diversi birrifici, da quelli artigianali italiani che si moltiplicano e crescono ad alcune realtà belghe che illuminano e fissano le gerarchie in maniera inequivocabile.
Comunque, tra le micro realtà di casa nostra, una che raramente delude e che mi pare si posizioni tra le migliori è il Birrificio Montegioco della Val Grue, non lontano da Tortona, provincia di
Alessandria. Artigiano tra gli artigiani, specie per le dimensioni e l’approccio alla produzione, l’idea di Riccardo Franzosi ha trovato ben presto gambe scattanti, stili originali e versatili nel segno di una traccia comunque riconoscibile, identitaria e, per quel che riguarda l’ubriacone che scrive, assolutamente centrata.
L’ultima Montegioco che ho bevuto è la particolarissima Dolii Raptor, che parte da una Demon Hunter (strong ale ambrata sempre della casa), affina per tre mesi nelle barrique della Barbera Bigolla di Walter Massa (ve l’avevo detto che eravamo vicino a Tortona, no?), rifermenta con lieviti da vino bianco e viene imbottigliata con occhio attento alle fasi lunari.
Il Risultato? Colore ambrato brillante, seppure leggermente velato, profumi che ricordano i lieviti e le fermentazioni spontanee, note vinose addolcite da cenni di albicocca, bocca carnosa e di bello spessore, “tagliata” dall’acidità che ci si aspetta da uno stile come questo e che puntualmente arriva, e dal finale piacevolmente duro, amarognolo e secco.
Un gran bel bere, a patto che si sappia a cosa si va incontro
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Tags: Barbera Bigolla, birra artigianale, Birrificio Montegioco, Demon Hunter, Dolii Raptor, resaca, Riccardo Franzosi, Walter Massa
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Commenti
Ecco, appunto… la birra scrafazza! Sentiamoci, e poi vediamoci. Sarò a Identità Golose domenica e lunedì
In ritardo ma ci sono. Grande birrificio il Montegioco e la dolii poi fantastica e introvabile tra l’altro. Ma potete visitare il sito di un mio amico di alessandria Daniele Cosenza fornitissimo, di tante birre italiane ,tra cui montegioco e tante altre straniere.
http://www.birraland.it
Buona ricerca




“utilizzandola per lo più come defatigante… quella che gli iberici chiamano brillantemente resaca”. Ciao Antò mi hai fatto tornare in mente l’insegnamento più efficace di un mio zio, abile e brillante ingurgitatore di alcolici peggio di voialtri (io no, eh!). Puoi bere qualsiasi cosa, diceva, esagerare finché vuoi (e lui se non ricoro male viaggiava a whiskey) tanto alla fine la birra “scrafazza” tutto…
Come va? Non ci siamo più sentiti, allora buon anno e a presto.
V.
Vieni a I.G. dovrebbe esserci anche Lidia. Sentiamoci.