Bordeaux? Interessante…


Scena 1: incontro tra me e Paolo al ritorno dal suo viaggio a Bordeaux, durante il quale ha visitato tutte le 4000 aziende vitivinicole operanti sul territorio.
Lello:
ciao Paolo, come stai? Com’è andata a Bordeaux?Paolo: viaggio interessante.

Scena 2: incontro tra me e mio fratello al ritorno dal suo viaggio a Bordeaux, durante il quale ha dormito nella torre di Chateau Latour per una settimana con frigo bar completo dell’intera produzione del Medoc a sua esclusiva disposizione.

Lello: ciao Tonino, allora? Com’è la zona di Bordeaux?

Tonino: interessante.

Scena 3: incontro tra me e Giovanni al ritorno dal suo viaggio a Bordeaux, durante il quale si è sparato una verticale di Petrus dal 1326 al 2123 en premier.

Lello: ciao Giovanni, com’è andata a Bordeaux?

Giovanni: interessante…

INTERESSANTEEEEEEEE!?!

Ma perdonatemi una domanda: cosa dovete vedere per dire di aver visto qualcosa di emozionante? La fabbrica dell’aranciata amara? Io sono tornato ieri da quelle zone e senza aver visitato nessuna azienda e nemmeno aver bevuto nessun vino degno di tale fama (solo qualche piccola ed economica bottiglia) e me ne sono tornato come se avessi visto Dio che mi diceva: “figliolo, io esisto”, togliendomi qualsiasi dubbio sulla verità assoluta.

Ho percorso chilometri e chilometri con una francesissima Peugeot 206 (con una Fiat Duna non sarebbe stato lo stesso) tra le infinite distese di perfette, basse e vecchie vigne, fermandomi ad adorare, da fuori i cancelli chiusi, le aziende che hanno segnato l’immaginario della mia gioventù enopassionale, come un mitomane. Da Saint Emilion a Pomerol da St-Estèphe a Pauillac da St-Julien a Margaux.

La mia sosta consisteva in:
uno sguardo di circa 3 minuti, una foto ai nomi stampigliati su cancelli dorati o su muri color panna inacidita e ad un sospiro finale di ammirazione. Ho cercato e trovato, molte volte per puro caso: Petrus, Cheval Blanc, Palmer, Lèoville Barton, Lafite, Mouton Rotschild, Latour, Margaux, Comtesse de Lalande, Las Cases, Lynch Bages e tante altre di cui ignoravo l’esistenza.

Chiamatemi pure qualunquista o provincialotto ma per me è stato bellissimo ed emozionante. Punto!



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Categorie: Francia, In primo piano, Viaggiare

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Commenti

Qualche settimana fa gli occhi sono diventati lucidi alla visione in lontananza di Chateau Latour…

finalmente qualcuno che si fa prendere dall’emozione…gli enosnob non si sopportano

Ah Lello,
tu sei un inguaribile romantico-passionale, loro prima dei professionisti e poi dei sognatori!

si può parlare di vino senza assaggiarlo?
a volte si…

e c’eravamo anche noi!!! ecco perchĂ© era così emozionante… :-)

Devo dire Lello, interessante…

Quando si provano emozioni, non si è mai “qualunquisti o provincialotti”. Non provare emozioni significa essere indifferenti.
Ok Lello

Ho posseduto una duna SW grigio metallizzata per 3 anni.

Forse non sarebbe stato lo stesso ma qualche buona bottiglia da aprire con gli amici l’avrei portata.

Hai idea quante casse ci entrano nel bagagliaio di una Duna SW?

In una 206 sicuramente una dozzina di bottiglie ce le mettevi.

Ormai, però, ti si conosce…..

Saluti

Raffaele

P.S.

A proposito…INTERESSANTE l’articolo.

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