Antonio Boco

Già, chi diavolo sono? Più di un trentenne, maldestramente incamminato verso gli “anta”. Al vino ci arrivo presto, forse troppo, più come consumatore inconsapevole orientato alla quantità che come raffinato e psicopatico catalogatore di chissà quali profumi o sfumature del gusto. Quello lo sono diventato più tardi, voglio sperare rimanendo portatore sano della grave patologia del degustatore, seguendo i corsi del caso (AIS, Slow Food), bevendo con più attenzione un numero inusitato di bottiglie, lavorando in vendemmia e in cantina per un’azienda importante, quindi proponendo allegramente vini agli sfortunati avventori di un’ enoteca-wine bar. Per fatalità abbonata al Gambero Rosso (rivista), particolare che ha semplicemente stravolto la mia vita. Da li al 1° Master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico, organizzato proprio dal Gambero alla neonata Città del Gusto, il passo è brevissimo. Arriva un meraviglioso anno a Roma, un tuffo senza ritorno nel mondo del vino e del cibo ai massimi livelli, amicizie fantastiche, maestri con pochi rivali nel settore. Tutto comincia li, insomma. Sono “nato” al Gambero Rosso. E da li, non so come, mi sono ritrovato a fare esperienze magiche, almeno per chi ama questo mondo: un pomeriggio nebbioso nello studio di Bartolo Mascarello, a chiacchierare di vino e di vita, l’incontro con Veronelli al Critical Wine di Milano, Franco Biondi Santi e l’inebriante apertura delle botti di Brunello. Tanto per citarne alcune. E poi un sacco di chef e ristoranti, chiacchiere e amici, pentole, sifoni, sapori che non sospettavo esistessero. Insomma, la scoperta di un mondo. Oggi provo a vivere di questo, ma l’entusiasmo è quello del maniaco appassionato, non certo del professionista navigato e un po’ snob. Collaboro ancora col Gambero, per un sacco di guide e la rivista, con www.winenews.it, una sorta di rivoluzione multimediale nel mondo del vino italiano, e con altri ignari editori. Ah, ho anche scritto un libro. Oltre a questo faccio corsi, seminari e convegni sul mondo dell’enogastronomia di qualità. E continuo ad assaggiare* come un forsennato, ovviamente…
* termine elegante e socialmente accettato con cui descriviamo le nostre colossali bevute



