Andar per mieli
Ho imparato da grande ad apprezzare il miele, prima evitato almeno sui dolci per paura di impiastricciarmi i baffi. Più tardi ho appreso sul campo il significato dell’espressione: (buono) “da leccarsi i baffi”, proprio con il dolce prodotto delle api.
Non seguendo tendenze modaiole, ne ho fatto un parco uso in abbinamenti con formaggi stagionati, ma ho preso la buona abitudine, almeno per me,d i dolcificare il mio caffè mattutino con un cucchiaino di miele, in genere di una qualche varietà monoflorale, possibilmente mai assaggiata, frutto di meticolose ricerche in giro per produttori e negozi specializzati.
Vi rendo conto delle più recenti esperienze e dello stato attuale delle mie ricerche, non prima di avervi informato della mia preferenza per i mieli amari, su tutti quello di corbezzolo, rigorosamente sardo.
In giro per la Francia, in una boutique di prodotti alimentari scelti, a Lione ho trovato quest’estate un pirenaico miele spagnolo di melata di quercia, che valeva sicuramente il prezzo non proprio da discount.
In un mercatino biologico ad Umbertide (PG) ho acquistato un delicato miele (di fiori) di cipolla.
Conoscendo questa mia dolce debolezza, ricevo di frequente in dono mieli “strani” o considerati esotici, come quelli delle Canarie: uno, di asfodelo, viene dalla Sardegna; un altro, se ben ho compreso l’etichetta in cirillico, viene dai monti del Caucaso, e la sua qualità mi conferma quanto ho letto di recente in un romanzo giovanile di Tolstoj, che appunto parla della storica nota bontà dei mieli di quelle parti. Non credo sia monoflorale e purtroppo l’etichetta non m’aiuta!
Giusto ieri, dal mio fornitore di fiducia, ho trovato (ma ancora da assaggiare) un miele di menta delle valli cuneesi. Al momento sono in cerca di un monoflorale di marasca che si produce dalle parti di Trieste, di un ragusano miele di carrubo (da non confondere con il pur notevole sciroppo di carrubo, che è un’altra cosa) e, per averne avuto notizia leggendo un romanzo del Sardo Niffoi, un miele di cardo asinino…
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Tags: melassa, miele, Walter Pilini
Categorie: In primo piano, Mangiare
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Ciao Walter, e grazie per le tue scorribande, ne aspettiamo altre…