5-6 febbraio, Vini Naturali a Roma

Enobiostrippati, aprite le orecchie e tenete sott’occhio l’agenda. Perché il prossimo week end, sabato 5 e domenica 6 febbraio, ci ritroviamo tutti nella Capitale per la terza edizione di Vini Naturali a Roma.

Anima della manifestazione è come sempre la brava e tenace Tiziana Gallo, che ha riunito all’Hotel Columbus più di 80 produttori provenienti da ogni parte d’Italia e da alcune regioni d’Europa.
Il fil rouge è ancora una volta rappresentato da vini pensati nell’ambito di una agricoltura attenta e sostenibile, sia essa biologica, biodinamica o semplicemente rispettosa dell’ambiente e della natura.

Come al solito, sarà possibile potrà girare tra i banchi d’assaggio alla presenza degli stessi produttori: come sottolinea Tiziana << il valore aggiunto di una rassegna del genere è proprio l’opportunità di dialogare con chi questi vini li fa, coglierne passione, fatica, soddisfazione ed entusiasmo>>.
Uno spazio particolare sarà dedicato alle birre artigianali, con la degustazione di diverse produzioni italiane. La manifestazione sarà aperta al pubblico dalle ore 12 alle 20. L’ingresso per un giorno è di 20 euro e di 32 per due giornate. È possibile acquistare in prevendita i biglietti sia in alcune enoteche di Roma che online via paypal.

Sul sito internet www.vininaturaliaroma.com sono disponibili l’elenco delle aziende produttrici e le enoteche dove acquistare i biglietti.

Per informazioni:
Vini Naturali a Roma
Hotel Columbus - Via della Conciliazione, 33
Tiziana Gallo
mail: tizianagallo@libero.it
info: 338/8549619

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Categorie: Bere, Dire

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Commenti

E daglie con i vini che non esistono … naturalmente, è proprio il caso di dirlo, non ce l’ho con la rassegan in questione che sarà certamente interessante.

Sui vini non se ne sà mai abbastanza.

Parlare con chi li fa, qualunque essi siano… biodinamici o no, può rivelare sempre sorprese e, forse insegnare qualcosa.

Saluti ecologici

Raffaele

a quando i vini innaturali?

Beh, a parte che la definizione non piace tanto neanche a me, di “vini innaturali” sono pieni gli scaffali delle enoteche, le cantine dei produttori e quelle dei ristoranti…

sì certo, come sono piene le vetrine dei negozi che vendono televisori che garantiscono colori “naturali” ….

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